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Bucchi pre derby: “Colantuono vecchia volpe, Salernitana forte. Coda? È stato c***ione”

Un Cristian Bucchi senza peli sulla lingua ha incontrato la stampa alla vigilia del derby contro la Salernitana. Il trainer sannita non ha usato mezzi termini nel definire il cavalluccio “una squadra forte”, Colantuono “un vecchio volpone” e il suo Coda come “un co***one che ha buttato via dieci anni di carriera ad alti livelli”.

Con ordine. “La Salernitana è squadra molto forte, ha un ottimo organico, un tecnico bravo e di esperienza, ha iniziato nel migliore dei modi il campionato facendo buone gare e risultati, verrà qui col supporto di tanti tifosi e dell’entusiasmo dell’ultima partita giocata ottimamente, meritando di vincere col Padova – ha esordito il trainer sannita in conferenza prepartita – Affronteremo un avversario forte, mi aspetto una partita difficile come tutte, voglio vedere un grande Benevento che giocherà con qualità e grande cattiveria: una delle caratteristiche degli avversari è questa, compattezza e saper chiudere bene gli spazi ed esasperare in maniera sportiva l’aspetto agonistico, dovremo essere bravi a saper pareggiare questo discorso e a metterci grande intensità, cosa che deve far parte di noi e del nostro percorso. Siamo in costruzione ma mi aspetto conferme di quel che ho visto a singhiozzi 30′ finali col Lecce e prima ora di Venezia, speriamo di mettere insieme tutto ciò e fare una partita intera”.

Capitolo formazione, niente turnover per Bucchi: “Non penso a martedì ma a domani. Si deve ragionare sul presente. A oggi le attenzioni sono rivolte alla Salernitana e su noi stessi, dobbiamo giocare da Benevento e dobbiamo farlo bene. Il campionato è difficile, in A i valori dividono il campionato in due fasce, in B non è così”. Costa e Tuia restano out. “Ale sta facendo forza e lavoro aerobico in acqua, è vicino al rientro. Nocerino è completamente ristabilito, da lunedì lavora in gruppo. Aumenta la concorrenza e la difficoltà nel fare la formazione, dormo poco ma ho già deciso gli interpreti a centrocampo. C’è un grande spirito di squadra, quando mi giro dietro in panchina vedo gente che potrebbe tranquillamente giocare e che soffre perché vive lo stesso la partita. Dobbiamo avere tutti questo atteggiamento, il bene della squadra è superiore a tutto”, commenta Bucchi prima di analizzare il discorso difesa. I sanniti son ostati più volte bucati in campionato: “Non è un problema. La difesa col Lecce negli ultimi 20′ ha supportato due centrocampisti e 4 attaccanti puri, abbiamo dato segno di compattezza. Magari si soffre in alcuni momenti come con l’Imolese o a Venezie. non è un discorso di reparto, dobbiamo capire meglio i momenti della partita, quando c’è da rallentare il ritmo ed essere squadra, stare corti se si attacca, se si aspetta o se ci si difende. Quando ci si spacca, si diventa vulnerabili e dobbiamo migliorare giocando, passando attraverso errori come quelli di Venezia commessi nell’ultima mezzora. In questo momento, l’aspetto più importante sono i tre punti. Chiaro che la coppia centrale debba trovare il giusto affiatamento, si deve capire le caratteristiche del compagno più che in altri ruoli. Più si gioca insieme, più ci si conosce, più si trovano equilibri importanti per il reparto arretrato. Dobbiamo essere tutti più bravi a livello di squadra: se continuiamo a fare quanto fatto nella prima parte a Venezia, andiamo bene. Viceversa, ci allunghiamo e lasciamo spazi. Billong? Va verso la condizione ottimale, sta ritrovando pian piano il ritmo partita. Antei ha avuto un infortunio seccante, di tanto in tanto ha fastidi al tendine anche se è clinicamente guarito”.

Bucchi prosegue dicendo che la miglior difesa è l’attacco. “Vorrei che la mia squadra aggredisse sempre alta, significa non aver paura dei duelli e difendersi lontanissimo dalla nostra porta. Se uno guarda il calcio a certi livelli, i grandi giocatori non hanno paura di questo. Noi siamo ‘piccoli’ ma dobbiamo avere coraggio allo stesso modo, far calcio significa giocare per vincere e fare gol, mi piace attaccare sempre e comunque, piuttosto che difendere e speculare. Bisogna essere bravi a continuare quanto fatto nella prima ora al Penzo”, il credo del trainer che riserva i botti finali a Massimo Coda e a mister Colantuono: “Con Stefano siamo amici, è un vecchio volpone e non mi fido. Guida una squadra molto forte, potrebbe mescolare le carte. A prescindere da quello che faranno loro, dobbiamo pensare che siamo noi stessi il nostro peggior nemico, abbiamo riaperto la gara di Coppa con l’Imolese, abbiamo riaperto la gara col Venezia, abbiamo spianato la strada a Lecce ma noi stessi abbiamo saputo reagire”.

Sull’attaccante cavese, consigli piccati: Massimo è pigro. È stato un co***one che ha buttato via dieci anni di carriera ad alti livelli. Si tratta di un attaccante forte e completo, quando lo sei puoi giocare in tutti i moduli. Coda quando corre, si muove e dà una mano fa grandi partite, se non lo fa gioca male. A Venezia ci ha fatto giocare bene, per noi è fondamentale che giochi con le sue qualità. Poi capiterà la partita sporca o quella dove avrà dieci occasioni. Massimo deve vincere i suoi limiti, si è sempre accontentato. Lui è nel pieno della sua maturità, è arrivato il momento per fare un ulteriore step”.

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