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Bombardini a Liratv: “A Salerno ero al centro dell’attenzione. Salernitana, vai ai playoff!”

Due stagioni in maglia granata segnarono il suo salto verso il grande calcio. Davide Bombardini non ha dimenticato Salerno e la Salernitana: “Sono stato a Salerno in questi giorni, a salutare vecchi amici e a visitare la Costiera. Al mio ritorno per il Centenario è stato bellissimo, ho avuto una grande accoglienza a Santa Teresa. Ho sentito tanto effetto e ci siamo divertiti. Piazza Della Concordia gremita era fantastica. Questi appuntamenti sono sempre importantissimi, soprattutto per tifoserie calde come quella salernitana”. Esordisce così l’ex fantasista in collegamento a “GoalsuGoal” su Lira Tv. Bomba parla anche della squadra di Ventura e del finale di stagione incombente: “La Salernitana deve andare assolutamente ai playoff, poi gli spareggi sono un terno a lotto e lì dovrà giocarsela. Non parte tra le favorite, ma nel calcio non si sa mai. Non sarebbe la prima volta che una squadra vince il campionato e sale senza i favori del pronostico. Il torneo è molto livellato, se la giocano tutte escluso ovviamente il Benevento, e ai playoff la differenza la farà la condizione fisica. La mancanza dei tifosi a Salerno sarà una perdita importante, sono il dodicesimo uomo. Sarà dura, ma chissà che non sia l’anno buono. Giocare a porte chiuse è brutto, ho sentito molti calciatori e non vedono l’ora finisca questo campionato. L’assenza del pubblico toglie stimoli, c’è tristezza per questa situazione. Calciatori e tifosi soffrono. Senza tifo non è calcio”. L’ex Bologna si sofferma anche sulla delusione della stagione granata, Alessio Cerci: “Cerci è da un po’ che ha problemi fisici, probabilmente sono stati seri per la sua integrità. Il fisico è stato un suo punto di forza, a Torino era imprendibile per velocità, tempi di inserimento. Le sue qualità non si discutono, ma se non è al top, anche se in B, fa fatica. Se fosse stato bene avrebbe sicuramente spostato gli equilibri”.

Per Bombardini arriva anche il momento flashback. Durante il suo primo anno come allenatore c’era Stefano Pioli in un campionato cadetto decisamente più difficile per la presenza di club blasonati. Il centrocampista era sempre al centro dell’attenzione, dentro e fuori da campo: “Pioli a Salerno arrivò da scommessa, aveva allenato una squadra Primavera. Si capiva fosse un allenatore molto convinto di ciò che voleva, ci faceva lavorare bene e ci teneva uniti, ma aveva delle paure, era molto pensieroso ed insicuro. Adesso ovviamente è cambiato ed è ad alto livello, le capacità si intravedevano. Personalmente dovevo fare di più, ho fatto tanti assist, ma ho segnato pochi gol. Il primo anno ho avuto un infortunio che mi ha condizionato. Ricordo la marea di fischi presi a Palermo, mi diedero grande carica però e vincemmo una gran partita e facemmo esonerare Baldini. Quella Serie B era un altro livello, con Palermo, Torino, Fiorentina, Cagliari e Perugia. Stiamo parlando di un calcio che non c’è più, ora è tutto meno romantico. C’è grande nostalgia. Il calcio di oggi ha perso molte cose. A Salerno ci sono stati momenti belli e meno belli, ricordo che dopo le sconfitte in trasferta trovavo sempre la macchina con le gomme forate. Si parlava troppo di me fuori dal campo, ma io volevo solo la mia privacy. Sono stato spesso accusato di cose che non ho fatto. Spesso le cose sono state ingigantite ed ero sempre controllato. La sera venivano a bussare a casa per vedere se ero lì”.

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