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Bogdani realistico: “Difficoltà da inizio stagione, rosa non all’altezza del campionato”

Salernitano d’adozione, Erjon Bogdani conosce bene Stefano Pioli, allenatore arrivato a guidare il Milan dopo aver iniziato la carriera da allenatore proprio sulla panchina della Salernitana che oggi sarà di scena al “Meazza”. Alle dipendenze del tecnico parmense, l’ex attaccante granata ha giocato trentotto partite, realizzando otto reti nel campionato 2003/2004 di Serie B. “È un ottimo allenatore, lo ha sempre dimostrato – afferma Bogdani ai nostri microfoni – Già a Salerno fece molto bene e ha lasciato il segno in tutte le piazze in cui è stato. In questi ultimi mesi ha fatto crescere moltissimo il Milan, sia nei singoli che nel gruppo, riportando i rossoneri ai livelli del passato”.

Oggi i granata saranno chiamati ad affrontare una sfida a dir poco proibitiva: “Nel calcio mai dire mai, ma la vedo davvero dura. Il Milan è secondo in classifica, col Genoa ha fatto vedere di essere in salute e sta facendo un ottimo percorso”. Una Salernitana che – secondo Bogdani – è partita tra enormi difficoltà: “Le difficoltà ci sono dall’inizio, già da quando è stata costruita la squadra. La rosa non mi sembra all’altezza del campionato di Serie A, le altre sono più attrezzate e credo che si stia pagando anche il fatto che molti calciatori conoscano pochissimo questo campionato”. Carenze inevitabilmente legate alle vicende societarie: “È un aspetto che ha sicuramente inciso. Quando torni in Serie A dopo tanti anni di assenza è fondamentale avere una proprietà alle spalle. Dispiace molto perché dopo tanti sacrifici speravo nell’allestimento di una rosa all’altezza dei tifosi” che “sono sempre presenti, nonostante la classifica. Anzi, questa situazione rappresenta una mancanza di rispetto nei loro confronti”. A tal proposito Bogdani spera che si possa trovare una “soluzione immediata, nel calcio bisogna sempre programmare e in questo modo è difficile farlo, anche in vista del mercato di gennaio”.

L’ex centravanti albanese, 41 gol in 253 partite in Serie A, commenta il cammino di Simy: “Mi dispiace per lui, non credo che abbia dimenticato come fare l’attaccante. Forse è il modo di giocare lo penalizza, gli attaccanti possono far fatica quando si trovano lontani dall’area di rigore”. Infine, un passaggio sul connazionale Veseli: “Conosce la Serie A avendoci già giocato ad Empoli. È un elemento importante della Nazionale albanese, parliamo di un calciatore affidabile che ha dovuto fare i conti con la sfortuna in questo inizio di stagione. Con Cagliari e Juventus ha fatto bene, ma può crescere ancora”.

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