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Bocchini: “Vittoria per Castori, emozioni incredibili. Destino nelle nostre mani…”

Riccardo Bocchini non ha voce dopo la straordinaria emozione vissuta al Teghil di Lignano, quando si presenta in sala stampa per analizzare la partita in videoconferenza. “A nome di tutti dedico questa vittoria a Fabrizio Castori perché credo che nella camera dove è rinchiuso sia la persona che più sta soffrendo in questi momenti, avendo portato avanti un lavoro di 10 mesi: è il sentimento che ci esce dalla bocca, dagli occhi. Ci tenevamo tutti tantissimo, il mister è un leader, un trascinatore. Era collegato… via televisione e via internet, è normale così”, esordisce il suo storico vice. La Salernitana è seconda, vincendo le ultime due partite sarebbe in A.

“È bellissimo vivere questi momenti. Ci teniamo strette le motivazioni che ci hanno portato fin qui e le sensazioni che ce ne scateneranno di nuove da qui in avanti. Il rigore decisivo nell’overtime con lo spettro di quelli sbagliati? Non si sbagliano sempre: il giocatore forte, quando c’è rigore vuole calciarlo anche se ne ha sbagliati in precedenza. Abbiamo messo il cuore sempre oltre l’ostacolo, siamo cresciuti nella personalità, aver calciator il rigore oggi oltre il 95’ è stata un’ulteriore certificazione che abbiamo grandissima personalità. Merito alla squadra che ha preso il rigore, merito a Gennaro che l’ha tirato. Stiamo crescendo, anche se mancano due partite. Questa squadra ha voglia di vincere le partite. – racconta Bocchini – Quello che succede in uno spogliatoio dopo una vittoria del genere contro un avversario che ci ha reso la vita veramente difficile è un’esplosione di tutto, di abbracci. È difficile contenere le emozioni, che sono il motore trainante di una squadra portata a questo livello empatico. Nello spogliatoio c’era acqua che volava, sono stati momenti fantastici. Ma dobbiamo ricaricare le batterie: tra tre giorni ci aspetta un’altra guerra contro una squadra fortissima che ha vinto il campionato e ci darà filo da torcere perché in B non regala niente nessuno. Siamo padroni del nostro destino. Quando hai raggiunto una posizione, in un percorso a due partite dalla fine, dipende da te e da quello che riesci a fare. Non dobbiamo assolutamente pensare a ciò che accade sugli altri campi, non l’abbiamo mai fatto”.

Poi il vice allenatore granata passa ad analizzare l’incontro: “Quando si gioca contro una squadra che ha l’acqua alla gola e si sta giocando la vita, in questa categoria nulla è scontato. Sin dal primo minuto ce l’abbiamo messa tutta. Sapevamo che il Pordenone avrebbe potuto sbagliare qualcosa e sfilacciarsi, ma di sicuro avrebbe lottato fino all’ultimo secondo. Hanno trovato un gol anche oggi un po’ così, dopo aver perso un contrasto al limite dell’area. Dovevamo stare più attenti. Abbiamo creato questa squadra con un’idea di giocare forte, sui contrasti, su seconde palle, a ritmi alti e su quello che è il giocatore più forte che abbiamo, lo spazio, senza nulla togliere a questi eroi che riescono a tirare fuori delle emozioni per noi che li guidiamo e per tutto il popolo salernitano di natura altissima, anche se a volte fanno errori. Abbiamo messo dentro giocatori di squilibrio, che potevano dare qualcosa nella metà campo avversaria, all’ultimo secondo, come ci è riuscito altre volte, sono stati bravi a creare la condizione per stare ancora lì e mantenere un sogno che tutti perseguiamo dal primo giorno”.

C’è grande autostima ora per Di Tacchio e compagni. “Per imparare a vincere bisogna vincere, è l’unico metodo per acquisire autostima, capacità di lettura e gestione. Ogni settimana ci confrontiamo con gli avversari, è normale che nell’arco dei 90’ possano trovare degli sprazzi o continuità di 15’-20’. Non bisogna mai cedere. Stiamo facendo un lavoro anche a livello psicologico, questa era una realtà che a questi livelli ultimamente non era riuscita ad arrivare. – ancora il mister in seconda – Noi tutti se lavoriamo ancora di più di umiltà, andando a capire che le grandi vittorie si creano vincendo il più spesso possibile, potremo migliorare ancora. Oggi per un breve tratto forse qualcosa ci è scappato, però c’è forte emotività. Tengo a dire che sull’1-1 nonostante per scelte tecniche fossimo andati a giocare con parecchi di squilibrio e abbiamo preso qualche contropiede, la squadra è stata lucidissima e ben messa sulle gambe nel non concedere più nulla agli avversari”.

Venerdì c’è subito l’Empoli: “Quando si gioca ogni tre giorni, scarico e rifinitura per tutti. Abbiamo avuto la sfortuna-fortuna di avere un lasso di tempo in cui abbiamo recuperato tutti, ma recuperare uno che viene da un infortunio non è come ritrovare uno squalificato. Coulibaly? Deve giocare per ritrovare la migliore condizione, l’abbiamo messo dentro in un momento in cui doveva recuperare sul campo lungo, andare su contrasti aerei, ha dato una mano alla squadra e questo minuti hanno fatto bene a lui per fargli crescere di condizione”.

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