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Battere il Cosenza per tornare in pista, dare “forza” al mercato e calore alla piazza

Vincere stasera contro il Cosenza per tornare a -4 dalla vetta e dire “si può fare, ci siamo anche noi”. A patto che arrivino almeno 2-3 innesti importanti, di categoria superiore se necessario, per poter rispondere alla voce grossa delle concorrenti, da qui al 2 febbraio quando chiuderà il calciomercato di riparazione. Dopo aver guidato la classifica fino alla 14^ giornata, la Salernitana è scivolata per la prima volta in quarta posizione, staccata anche dalla Casertana che ora è terza da sola e ha fermato il Benevento sullo 0-0. Proprio questo pareggio può dare una mano psicologica alla Salernitana, nonostante la vittoria del Catania nei minuti finali contro la Cavese, che dimostra come tutte le squadre mettano in difficoltà le cosiddette big. Calma e sangue freddo ma anche “cuore caldo”, come ha predicato Giuseppe Raffaele alla vigilia della partita contro i calabresi, che assume un’importanza fondamentale nella corsa al primato.

Non può essere un assillo in questo momento del campionato per la Salernitana il primo posto, mancano infatti 18 partite alla fine della stagione regolare, ma la squadra granata deve restare attaccata almeno alle zone di vertice per poi sfruttare gli scontri diretti in casa a vantaggio proprio. Sui social il disfattismo fa, come al solito, più rumore di tutto il resto. Bisogna precisare che la partita di Siracusa, la peggiore del campionato, ha fatto arrabbiare tutti. La Curva Sud ha chiesto investimenti con uno striscione chiaro ma conferma il sostegno alla squadra, cosa molto importante, mentre qualcuno scientificamente batte il pugno su improbabili diserzioni che a nulla servono se non a indebolire Ferrari, Capomaggio e compagnia. Lecito mandare dei segnali alla proprietà, ma non andare allo stadio per partito preso (con una squadra che può ancora tranquillamente giocarsi la promozione) non è scelta per chi ama la Salernitana. In un lunedì sera che si annuncia gelido, saranno circa 9mila i tifosi, minimo stagionale dovuto anche alla temperatura e al giorno non festivo. I ricavi da botteghino costituiscono, con bilancio alla mano, solo il 6% dei ricavi della società, stando al resoconto al 30 giugno 2025 (2 milioni e mezzo) e quindi alla stagione della retrocessione dalla B alla C (nel 2022/2023 in Serie A con il miglior campionato della storia e la salvezza con 3 giornate di anticipo erano il 15%, nel 2023/24 l’11% con la retrocessione in B). Adottare questa “protesta”, caso mai a qualcuno venisse in mente di sposare una causa perorata da qualche profilo fasullo o quasi su Facebook, non intacca significativamente le casse della proprietà ma crea solo un disagio a una squadra che non c’entra niente con il doppio capitombolo all’indietro e va sostenuta incondizionatamente, perché costruita interamente ex novo e ha comunque ottenuto risultati buoni, al di là di qualche scivolone.

Fatta questa lunga quanto doverosa premessa, Faggiano e Iervolino sono chiamati, con l’ad Pagano, a dare risposte efficaci in campagna di riparazione. Domanda chiara: quanto tempo ancora deve stare fermo Inglese? Arriverà un attaccante al suo posto? Insieme alla punta, a giudizio un po’ di tutti, servirebbero un altro centrocampista e un difensore veloce in attesa del completo recupero di Cabianca, oppure un cursore sinistro, se Raffaele tornerà a ragionare sul 3-5-2, per poter dare respiro a Villa. La Salernitana ha preso 3 giocatori allo start del mercato, Arena, Berra e Carriero, che non hanno brillato a Siracusa, ma hanno l’esperienza e le carte in regola per dimostrare di essere giocatori validissimi per la categoria, soprattutto gli ultimi due. Senza dimenticare Longobardi, preso a dicembre pronto utilizzo sfruttando il primo momento utile dopo il fallimento del Rimini. Faggiano si è mosso ma non basta. Iervolino ha ragionato con lui e con Pagano in questi giorni, optando per non farsi prendere per la gola: la Salernitana aspetta, non vuole sbagliare e la fretta rischia di essere cattiva consigliera. Da non sottovalutare anche la questione del limite alla rosa, 23 giocatori professionisti al massimo in lista, esclusi i prodotti del settore giovanile. Oggi i granata ne hanno esattamente 23, trascurando Cevers che può entrare e uscire dalla lista, in quanto portiere, in qualunque momento. In periodo di mercato la lista è aperta ogni settimana e quindi modificabile, per questo il portiere lettone è andato in panchina al De Simone e farà altrettanto forse anche oggi. In uscita Varone, che non ha convinto, poi anche Ubani e Knezovic, con De Boer in forse. In base alle uscite dipenderanno le entrate per un discorso squisitamente di lista, a meno che la Salernitana non voglia poi decidere di lasciare qualcuno fuori. In estrema soluzione, non può essere eventualità da escludere se servirà potenziare l’elenco dei disponibili per l’allenatore. Ma prima bisogna battere il Cosenza…

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