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Campilongo a TvOggi: “Salernitana può lottare per obiettivi importanti. Dalle scelte sul mercato si capirà molto”

Poco più di 24 ore alla sfida di Cittadella. La Salernitana si presenterà in Veneto con il solito spartito tattico, il 3-5-2, e con la solita voglia di arrivare al risultato attraverso la fisicità dei suoi calciatori. “E’ una scelta che paga perchè la serie B è un campionato lunghissimo e stressante – ha dichiarato mister Salvatore Campilongo, ex calciatore granata ed ex tecnico di Vibonese, Foggia e Frosinone tra le altre, presente negli studi di TvOggi – Ci vuole fisicità, corsa, te lo richiede la categoria. E poi, chiaramente, servono i calciatori che ti fanno fare il salto di qualità. E’ chiaro che se sei troppo basso, con la difesa a tre, rischi di prendere le imbarcate. Il top sarebbe abbinare gioco e risultati, ovviamente. Però devi anche capire il campionato e ragionare in funzione delle altre squadre. Se sei capace di andare a far pressing nella metà campo avversaria, senza farli ragionare, allora è diverso. E non è una questione di moduli: puoi anche giocare con il 4-3-3 e trasformarlo in un 4-5-1 difensivo. Venturato è un tecnico molto bravo, il Cittadella segue la filosofia dell’Empoli che gioca con il 4-3-1-2 da tempo”. 

Quindi un attento focus sull’attuale squadra granata: “E’ una squadra importante, che può lottare per un traguardo altrettanto importante. Di Tacchio è inamovibile, è stato un mio calciatore e prima era una mezz’ala ma adesso interpreta bene il ruolo di play. Di Gennaro è un giocatore importante, che ha l’ultima giocata e l’ultimo passaggio nel DNA. Purtroppo la Salernitana lo ha avuto a disposizione a singhiozzo. Per me potrebbe giocare come trequartista o dietro una punta, ma se non sta bene fisicamente le colpe non sono assolutamente della società. Non credo sia un flop, anzi, ha grande qualità. L’attacco? In rosa non c’è un vero e proprio bomber. Bocalon, Jallow e Djuric non sono grandi cannonieri. La coppia Djuric-Bocalon può coesistere, ma tutto dipende da quello che chiede l’allenatore. Può essere una risorsa sui calci piazzati, però se vuoi ripartire conviene giocare con un attaccante un po’ più rapido. In difesa ci sono calciatori importanti, di qualità. E’ un reparto dove spesso ti affidi sempre agli stessi per creare l’assetto giusto. Migliorini mi piace, ma anche Schiavi è un difensore molto forte e di categoria. Le soste non sono mai ben viste dagli allenatori perchè ti fanno perdere il ritmo e la concentrazione –  ha proseguito il trainer partenopeo – Non giocare ti porta via lo stesso energie. Poi, magari quando hai una squadra in difficoltà che deve recuperare uomini e condizioni può far bene. Colantuono è un martello, lo conosco bene ed è un allenatore che sa gestire molto bene il gruppo. In questo campionato non c’è una squadra che scappa, non so se Lecce e Pescara terranno il passo. A me piace il Benevento, ma anche il Palermo. Lo stesso Cittadella è abituata a stare lassù. Lo Spezia, invece, ha un’ottima squadra e credo che alla lunga si inserirà nel discorso playoff”. 

E domani, come detto, sfida al Cittadella: “Un campo tabù, anche per me. Al pari della Salernitana non ho mai vinto lì. Ma tante squadre hanno difficoltà a giocare al Tombolato. Hanno un’ottima squadra, Iori la fa girare a dovere. E’ un ragazzo che ha tempi, qualità e personalità. Bisogna sacrificare un attaccante quando loro costruiscono l’azione. E’ chiaro che, a mio avviso, è sempre meglio recuperare la palla nella metà campo avversaria, perchè sei più vicino alla porta e hai maggiori possibilità di far male. Se la recuperi troppo indietro poi puoi far fatica”. 

Chiosa sul calciomercato, che tra un mese aprirà nuovamente i battenti: “Nel mercato è chiaro che conterà la volontà dei calciatori. Chi prenderei? Magari Matri. Però costa e bisogna presentargli un progetto importante. A sinistra, invece, o prendi un calciatore più forte di Vitale o un giovane. Sarà importante preservare anche l’equilibrio dello spogliatoio, ma dalle scelte in sede di mercato capiremo tanto. L’allenatore può dare indicazioni dal punto di vista tattico e tecnico, però poi di cifre e contratti poi devono parlarne società e dirigenza. Da questo punto di vista, Fabiani riesce sempre a prendere buoni calciatori e Lotito ha importanti disponibilità economiche”. 

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