Salernitana rivitalizzata, che ora si prepara ai playoff con la giusta tranquillità e con la convinzione che possono esserci gli ingredienti giusti. Dalla vicinanza e il ritrovato sostegno degli ultras, al filotto di tre vittorie consecutive con cui si conclude la stagione che mette i granata in rincorsa positiva, fino alla sospensione di ogni dialogo per la cessione societaria da parte della proprietà, che potrebbe anche diventare interruzione. Il ritorno di Danilo Iervolino allo stadio in occasione dei playoff sarebbe importante per unire tutti i pezzi del puzzle e disputare gli spareggi per tornare in Serie B con ogni cosa al suo posto. Questo sembra essere l’auspicio di tanti tifosi che hanno apprezzato, nonostante tutto, il finale di stagione: al di là del super campionato del Benevento, la Salernitana con un pizzico di continuità in più e qualche punto perso ingenuamente in meno, avrebbe anche potuto chiudere seconda. Il terzo posto, dopo due retrocessioni e un ambiente a dir poco elettrico, è da considerarsi comunque un risultato confortante, ma ora è il momento di accelerare.
Tutti compatti per la ripresa, dal patron alla squadra, passando per lo staff tecnico e la squadra. Azzerare tutte le negatività e prepararsi al nuovo campionato, qual è quello dei playoff, che può durare 2 oppure 8 partite. La Salernitana vuole giocarsela e beneficia del lavoro oscuro fatto nelle ultime settimane dalle figure del direttore sportivo Faggiano e dell’amministratore delegato Pagano, il primo rientrato più nell’ombra, mentre il secondo c’è sempre stato, scegliendo di parlare pochissimo. Faggiano, non risparmiato dalle critiche, ha comunque assicurato sul mercato di riparazione una rosa più competitiva: il reparto d’attacco oggi è potenzialmente una macchina da guerra, con Inglese recuperato, e il centrocampo può “permettersi” di lasciare in panchina gente come Carriero e Gyabuaa, mentre Capomaggio, migliore centrocampista dello scorso campionato, si prepara al rientro e deve riscattare alcune settimane di buio dopo aver fatto un inizio di stagione spumeggiante. Da registrare ancora qualcosa in difesa, però ormai la Salernitana è questa con i suoi pregi e i suoi difetti. Faggiano paga ancora i suoi “eccessi” nel tunnel degli spogliatoi, con la squalifica fino al 17 maggio, ma ha saputo forse imparare da questi e ha saggiamente adottato un low profile che si sta rivelando efficace, mediaticamente.
Anche l’amministratore delegato è stato fin qui importantissimo, lontano dai riflettori e da interviste, eppure sempre vicino alla squadra. Pagano ha parlato poco e fatto molto in questi mesi, nel delicato compito di mantenere o ricostruire equilibri in alcuni casi. Non ha mai saltato una partita e ieri nell’intervallo è sceso negli spogliatoi, dopo che il Foggia aveva accorciato le distanze, per parlare al gruppo e far capire che non bisognava mollare, in aggiunta alla strigliata di Cosmi. Una presenza importante, come voce della proprietà che lo ha posizionato nel delicato ruolo a inizio stagione, che ha rassicurato la squadra e l’ambiente nelle difficili settimane a cavallo tra marzo e aprile. Se Iervolino tornasse sugli spalti e vicino alla squadra, potrebbe rappresentare una marcia in più per il finale di stagione, l’ipotesi è tutt’altro che impossibile da realizzarsi. Queste due settimane saranno importanti per ricompattarsi tutti definitivamente verso il 10 maggio, data del ritorno in campo con un avversario da definire, in una data cara ai tifosi perché per due volte, nel 1998 e nel 2021, fu giorno della promozione in Serie A. E il 13 maggio, quando la Salernitana giocherà il ritorno in casa del primo turno dei playoff nazionali, l’Arechi dovrà tornare ad essere una bolgia vera come mister Cosmi chiede da tempo…