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Un derby personale, in coppa tocca a Fiorillo: se fa bene può togliere posto a Belec

Non gioca una partita ufficiale dal 10 maggio scorso. In Pescara-Salernitana, gara che diede la promozione in Serie A ai campani, Vincenzo Fiorillo difendeva i pali dei delfini. Di lì a poco, sarebbe stato ingaggiato proprio dal cavalluccio marino per fare da secondo a Vid Belec. Domani sera l’estremo difensore che compirà 32 anni a gennaio esordirà in granata nel match di Coppa Italia in casa del Genoa.

Una chance importante non solo per togliersi di dosso la ruggine, ma anche eventualmente per convincere Stefano Colantuono a optare per un’inversione di rotta nelle scelte tra i pali. Anche a Firenze, infatti, il titolare sloveno non è stato impeccabile. Va detto, comunque, che con i limiti strutturali della Salernitana è anche fisiologico subire di più, dunque essere maggiormente sotto pressione. Ma analizzando le complessive 17 giornate di campionato e tutti i gol subiti dai granata (ben 37, Belec è il più battuto del torneo) in molti casi gli errori di valutazione del portiere scuola Inter risultano evidenti. E dire che l’anno scorso era risultato un vero e proprio valore aggiunto.

A Marassi sarà turnover per tanti motivi. Il primo e più importante, quello di evitare infortuni: giocheranno seconde e terze linee, molti giovani saranno aggregati. In porta, però, l’occasione per Fiorillo potrebbe avere significati anche più profondi. Intanto giocherà nella sua città: è nato infatti proprio a Genova, anche se da genitori di origini salernitane. A Marassi giocò anche la sua prima da titolare in massima divisione, il 24 maggio 2009, con la maglia della Sampdoria contro l’Udinese (2-2). Cresciuto nelle file del club blucerchiato, con cui ha collezionato 12 presenze ufficiali ed è rimasto sotto contratto dal 2006 al 2014 con degli intermezzi in prestito a Reggio Calabria, La Spezia e Livorno, per Fiorillo sarà una sorta di derby personale. Se dovesse ben figurare, malgrado quella di domani sia una partita poco indicativa e da prendere estremamente con le pinze, potrebbe anche strappare il posto a Belec. Che, di contro, vorrebbe tanto farsi perdonare proprio contro l’Inter, squadra che lo ha portato ancora adolescente in Italia e in cui ha mosso i primi passi nel professionismo.

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