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Trapani, il patron annuncia passo indietro dopo l’1-1 a Salerno: botta e risposta col sindaco

L’8 gennaio il Tribunale Federale Nazionale della Federcalcio si esprimerà su possibili altri 8 punti di penalizzazione al Trapani, che diventerebbero 16 in tutto, mentre è in corso un momento di fortissima agitazione che rischia di influenzare non soltanto le sorti della società trapanese, ma pure quelle dell’intero girone C della Serie C: se venisse data questa penalizzazione al Trapani nascerebbero rischi di ulteriori e nuovi interventi della giustizia sportiva? E soprattutto, con il disimpegno del presidente Antonini annunciato ieri sera, dopo la partita contro la Salernitana, in che modo e con quale fiducia nel futuro la squadra di Aronica proseguirà la stagione? Domande legittime. E la prossima partita, il Trapani la giocherà contro il Cosenza, squadra che ha appena raggiunto la Salernitana al terzo posto in classifica.

Il patron siciliano usa spesso il suo account social per divulgare messaggi. Chiarissimo quello di ieri sera: “Il Trapani ha giocato una partita di grande carattere su un campo difficilissimo come quello di Salerno, per un po’ ho sperato si riuscisse a vincere ma il pareggio è un risultato comunque importante, complimenti a tutti ma siamo di fronte al momento più difficile della mia esperienza a Trapani. La tifoseria ha abbandonato la mia gestione, siccome non è bastato portare due squadre fallite che giocavano in impianti fatiscenti, dove i sedili dello stadio erano fatti apposta per farti rompere i pantaloni, l’unico modo che ho per gestire un’attività è quello di fare con la mia testa, è evidente che devo fare un passo indietro. Visto che non ci sono soluzioni alternative a una convivenza che è diventata impossibile tra me e una parte della tifoseria che si definisce organizzata sia nel calcio, sia nel basket, ho deciso di consegnare al sindaco la gestione della società. Sono pronto a dimettermi da presidente. Massima disponibilità, martedì mattina dopo le feste, caro sindaco Giacomo Tranchida ti prendi le chiavi delle squadre e ci penserete voi ad arrivare a giugno con le due società. Se non si presenterà nessuno, che si presenti qualche imprenditore. Io non voglio che mia moglie o i miei figli abbiano problemi, visto il livello delle persone che espongono striscioni e fanno minacce di ogni tipo alla mia persona. Se non va bene dove ho portato le due società spendendo decine di milioni, è chiaro che è giusto che io lasci le società in mano a chi può essere migliore e può portare a proprie spese le due squadre fino a fine campionato. Sono pronto a farmi da parte per la felicità degli ultras e del sindaco: pagate tutto voi, io mi tiro indietro e adesso vediamo se siete così bravi”.

Parole allarmanti che rischiano di destabilizzare fortemente l’organico di Aronica, lo stesso staff tecnico in vista della prossima partita contro il Cosenza, con cui Salernitana, Benevento e Catania duellano per un posto al sole in questa agguerrita stagione. Con quale stato d’animo un calciatore che sente il proprio presidente rimettere pubblicamente la guida della società al sindaco affronta le partite restanti? È evidente che se la situazione del Trapani non troverà una soluzione, rischierà di creare serie discrepanze e di influenzare il percorso del campionato delle altre 19.

Fra l’altro, è arrivata la risposta del sindaco Tranchida: “Non accettiamo provocazioni ed invitiamo ad abbandonare le polemiche. Auspico che il patron delle massime squadre cittadine ritrovi con umiltà la necessaria serenità in un momento così complicato. Per quanto mi riguarda non mi risultano azioni da parte delle tifoserie che intentino a pericoli per la sicurezza dei familiari dello stesso imprenditore che, invero, ha abbondantemente ed anche in maniera grave inquinato il dibattito sportivo e politico cittadino negli ultimi 5 mesi. Infine confermo che l’amministrazione comunale rimane disponibile in sede di programmato confronto tra il Rup e la società (procedimento revoca palazzetto) a valutare eventuali proposte transattive che rimuovano il vulnus giuridico provocato dalla stessa società (ex art 5 – gestione impianti No Profit)“.

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