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Serie B

Stadi aperti a Cremona e Pescara: via libera per 1000. Balata: “Tifosi di B non siano discriminati”

Mentre in Campania ritorna l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto, in altre Regioni prosegue la riapertura degli stadi, seppur solo in minima parte. In Serie A si sono già rivisti gli spettatori sugli spalti con il limite di 1000 persone e anche alcune squadre di Serie B si stanno attrezzando in tal senso. È il caso di Cremonese Pescara che riapriranno gli stadi ai propri tifosi ed hanno annunciato delle vere e proprie “mini prevendite”.

Il club lombardo, sulla base dell’Ordinanza Regionale N. 610 del 19 settembre 2020, è stata autorizzato a riaprire parzialmente lo stadio “Zini”, sempre con il tetto massimo di 1000 spettatori. E così già domenica i tifosi grigiorossi avranno la possibilità di tornare sugli spalti acquistando online i biglietti per il solo settore Distinti. Anche in Abruzzo è arrivato il via libera alla riapertura degli impianti sportivi: dunque, il club biancazzurro ha avviato la prevendita per la sfida di sabato pomeriggio con il Chievo. In casa Salernitana non sarà possibile fare altrettanto, visto che non c’è alcuna ordinanza della Regione Campania che autorizza ad aprire al pubblico, seppur con il tetto dei 1000. Tutt’altro, visto che oggi è arrivato invece un inasprimento delle misure volute dal governatore De Luca in merito alle mascherine, che fino al 4 ottobre andranno indossate anche all’aperto. Chiaramente anche il Comune di Salerno è in posizione di attesa, rispetto a questo argomento. Fuori dai denti, vien da pensare che al momento – in caso di apertura limitata per le prossime partite – sarebbe auspicabile l’invito di giovani (scuole o società sportive).

Intanto dal presidente della Lega B, Mauro Balata, è arrivato un appello affinché la serie cadetta non venga discriminata per quanto concerne la riapertura degli stadi: “In questo momento in cui si sta discutendo della riapertura parziale degli stadi il mio messaggio è chiaro, quello di riservare un trattamento di salvaguardia per i tifosi, che sono il patrimonio del calcio, e per quei campionati come la Serie B che ne sono l’espressione più autentica. In un periodo in cui gli italiani hanno bisogno di punti di collegamento il calcio, e la Serie B che ha un’affinità speciale con le proprie comunità, può diventare uno strumento importante rispettando ovviamente i crismi della sicurezza come fatto anche altrove in Europa. Per questo deve essere chiaro, nelle decisioni che verranno prese nelle prossime ore, che non ci debba essere alcuna discriminazione nel calcio italiano, con criteri trasparenti e che evitino il pericolo di lontananza e quindi di abbandono dei tifosi da questo mondo”. 

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