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Scontro coi vertici del calcio: niente assemblea, pronta diffida granata. Le posizioni di Lega e Salernitana

Il punto è questo: la Lega Serie A non gradisce la presenza di due squadre, Lazio e Salernitana, rappresentate da una stessa proprietà al tavolo della discussione (e del voto) di argomenti importanti che riguardano il prossimo triennio e la Figc si è schierata al suo fianco, sostenendo in un parere privato espresso ai legali di via Rosellini che i diritti della Salernitana in tal senso sarebbero sospesi. Queste, in estrema sintesi, le motivazioni fornite al club granata per il mancato invito all’assemblea di Lega di lunedì a Milano (clicca qui per leggere). Ma la società granata non ci sta. Dall’altro lato, infatti, c’è sì una posizione da regolarizzare, ma è anche vero che la stessa Federcalcio aveva dato il 25 giugno come data ultima. Che non è ancora giunta. Inoltre, nella delibera del consiglio federale del 17 maggio scorso sbandierata dalla Lega come appoggio rispetto alla sua decisione, non è stato fatto alcun accenno alla sospensione dei diritti della Salernitana in qualsiasi ambito. Si tratterebbe, secondo il cavalluccio, di un’interpretazione borderline, di una forzatura che penalizza comunque Salerno e la squadra, a prescindere dal proprietario, e che danneggia anche chi – dal 26 giugno – sarà al controllo della società.

Chi ha ragione, non si sa. La cosa evidente è lo scontro ormai insanabile tra i vertici del calcio e l’attuale proprietà granata. Così come evidente è la penalizzazione della Salernitana intesa come squadra, città, tifoseria e non come soggetti proprietari. Secondo la ricostruzione effettuata stamani dal quotidiano Il Mattino, ieri è stata una giornata molto intensa, con scambi di mail e telefonate volte a chiedere e dare spiegazioni. La Salernitana potrebbe agire e diffidare la lega, oppure presentare un ricorso alla giustizia sportiva. Ieri gli avvocati hanno studiato le carte, oggi prenderanno una decisione in tal senso. Di certo l’attuale proprietà non si aspettava di non essere convocata, dato che sul sito della Lega Serie A il comunicato parlava di ammissione delle neopromosse, senza specificare alcunché. Lo statuto della stessa Lega, peraltro richiamato nella comunicazione in questione, parla chiaramente di presenza delle società che hanno maturato il diritto sportivo a partecipare al campionato 2021/22. La Salernitana ce l’ha e, assieme ad Empoli e Venezia, avrebbe avuto diritto di voto su questioni riguardanti i prossimi anni. Ce ne sono molte da discutere, come l’approvazione dello spezzatino totale (10 partite in altrettanti orari), il bando dei diritti tv della Coppa Italia e della Supercoppa, oltre a diverse nomine “pesanti” dal punto di vista politico (clicca qui per l’ordine del giorno). Da Milano hanno preso in mano la delibera dell’ultimo consiglio federale. Questo, più o meno, il pensiero sintetizzato (a parole di chi scrive) nei chiarimenti spediti dalla Lega alla pec della Salernitana: “Se la Figc dice che dovete regolarizzare la vostra posizione entro il 25, pena la mancata ammissione, e voi non l’avete ancora fatto, significa che allo stato attuale non avete i requisiti amministrativi per essere in Serie A nel 2021/22. Dunque, gli attori attualmente protagonisti non potrebbero votare e rappresentare il club per un qualcosa che non li vedrà certamente più tali tra qualche giorno”. Ma la Salernitana ha una scadenza e fino a quella data deve poter essere garantita la sua piena operatività su ogni fronte. Vede la cosa come una forzatura, le iscrizioni al campionato non sono certo chiuse. C’è uno statuto chiaro e soprattutto nessun atto normativo emesso dalla Federazione che ha inibito (contestualmente alla diramazione della famosa deadline) o messo in standby il cavalluccio. Che ha continuato la sua gestione ordinaria in tutto e per tutto, compresa la partecipazione all’ultima assemblea di Lega B. C’è anche un altro fatto che fa controbattere la Salernitana: “È la società a dover essere rappresentata. Se regolarizzasse la sua posizione entro il 25 – e non c’è nessuna prova contraria a che ciò non accada – avrebbe fatto tutto nei tempi e parteciperebbe al campionato, senza però aver avuto diritto (come Salernitana e non come Lotito-Mezzaroma) a esprimere il suo parere. Chi verrà dopo la proprietà attuale, sarà comunque penalizzato“, il succo delle ragioni del club campano, sempre con un sunto redazionale.

Insomma, a prescindere dalla grana multiproprietà, che pure va risolta e anche in fretta, e osservando la situazione da terzi, la sensazione è che tale decisione sia stata figlia anche di un avvertimento da parte dei vertici del calcio al duo Lotito-Mezzaroma. Della serie, “fate presto a cessare la situazione di controllo di due squadre della stessa categoria e fatelo in modo trasparente, altrimenti non sarete dei nostri”. La Salernitana ribatte: “Se mi hai dato tempo fino al 25, perché inizi a bloccarmi prima e senza avvertirmi?”. Buon senso avrebbe voluto che tale assemblea, per consentire serenamente e correttamente al neopromosso ippocampo di adempiere a una prescrizione federale in un caso che farà scuola in un modo o nell’altro ed è unico nel panorama calcistico nazionale, venisse fissata dal 26 giugno in poi. Da Milano trapela che non era possibile, perché ci sono delle scadenze legate ai broadcaster tv. Dire che la situazione sia ingarbugliata è poco.

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