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Salernitana, stime da 40 mln: step importante per recepire offerte, ecco le prospettive

Dopo le perizie, si attendono offerte. La Salernitana resta col cartello “vendesi” appeso davanti alla porta, ma da questa settimana i trustee – le società Widar e Melior, rappresentate rispettivamente da Susanna Isgrò e Paolo Bertoli – sono supportati anche dalle stime effettuate da enti valutatori terzi. Che sono due, a quanto pare (clicca qui per leggere). I risultati delle loro analisi sono stati consegnati e restano top secret. Tuttavia, potranno essere ora molto utili per consentire di recepire offerte, accettandole o respingendole.

Calcoli e stime

Quanto vale la Salernitana? Stando a indiscrezioni sui criteri di valutazione e a qualche calcolo, presumibilmente tra i 35 e i 40 milioni. Il valore del club è stato quantificato entro il 31 luglio, come da scadenza. Il ‘metro di paragone’ utilizzato per definire il prezzo di cessione sembrerebbe essere stato anche la compravendita dello Spezia. Il club ligure è stato venduto lo scorso febbraio dall’ex patron Volpi alla famiglia Platek. Nella cessione del club fu tenuto conto sia dei parametri dei diritti tv, che di sponsorizzazioni e incassi. La prima voce dovrebbe portare nelle casse granata circa 30 milioni, la seconda una cifra dai 5 ai 10 milioni di euro. Nel caso della Salernitana ovviamente non è prevedibile il discorso botteghini, anche a causa della variabile riapertura post Covid. Volendo immaginare un Arechi pieno senza limitazioni, secondo un nostro calcolo (prezzo medio dei ticket in massima serie, moltiplicato per la media spettatori fatta registrare a Salerno nell’ultimo campionato di Serie A, ’98/’99 (clicca qui per leggere l’articolo) non sarebbe affatto impossibile sfondare quota 10 mln. Ovviamente in questo momento storico, causa Covid e capienza ridotta per mancanza di tornelli adeguati al raggiungimento dei 37180 (il Comune si è attivato in tal senso), lo stadio Arechi non può considerarsi accessibile al cento per cento.

Solo cash

Capitolo offerte. Come da nota dei trustee, esse devono essere vincolanti, ovvero senza possibilità di recedere. Nelle scorse settimane i trustee avrebbero rispedito al mittente alcune proposte dubbie, soprattutto per le modalità di pagamento. Non sempre, infatti, la cifra finale è poi confortata da un equivalente cash. C’è chi si sarebbe proposto di acquisire il club mediante operazioni complesse, quali ad esempio cartolarizzazioni dei crediti posti a garanzia. Il primo (e a quanto pare non l’unico) tentativo arrivò dagli Emirati Arabi (clicca qui per leggere), con investitori che offrivano 50 milioni che non erano… 50 milioni. Il problema, a questo punto, non sembra essere la cifra in sé, ma anche la modalità di pagamento. L’obiettivo di Melior Trust e Widar Trust è chiaro: vendere al più presto e al miglior offerente, ma anche al miglior pagatore. Dunque, a chi può garantire un pagamento cash, possibilmente con poche o zero dilazioni.

E adesso?

Ora i trustee attendono offerte definite, chiare, limpide, nei numeri e nelle modalità, dopo le manifestazioni d’interesse e le cifre solo orientative. C’è una manciata di candidati, anche in tal caso top secret nei nomi e nelle quantità, come da nota di Melior e Widar dello scorso 26 luglio (clicca qui per leggere). Avviene tutto in silenzio, con la supervisione della Figc che – tuttavia – non equivale a invasione. Il pool delegato da Via Allegri entrerà in gioco con le sue lenti d’ingrandimento solo quando l’imbuto porterà alla scrematura definitiva, all’indiziato che effettuerà lo sprint verso il closing. I trustee sono indipendenti e devono garantire il futuro migliore alla Salernitana, non a Lotito e Mezzaroma. Cedere il club a chi non può permettersi di sborsare subito (o in poche tranche) cifre importanti o – peggio ancora – tenta di ‘fare l’affare’ acquistando un bene e pagandolo in… crediti, non significherebbe portare a termine il lavoro nel modo più limpido. Ecco il perché dell’attesa. E dell’ansia, di riflesso, proveniente dalla tifoseria organizzata e non. È bene precisare una cosa: le richieste fatte tempo fa – pubblicamente e non – dagli ormai ex proprietari del cavalluccio, non sono un termine di paragone. Gli 80 milioni di cui parlò Lotito a microfoni accesi e in qualche chiacchierata con un imprenditore prima della costituzione del trust, restano ovviamente una valutazione tutta sua. Chi oggi è deputato a vendere la Salernitana, deve farlo esclusivamente seguendo le valutazioni terze e certificate, non certo assecondando presunte richieste dei proprietari, con cui peraltro non possono esserci contatti: il mandato è a vendere, non a vendere ad un determinato prezzo. Aspettare, occorre aspettare.

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