Facciamo finta che il campionato inizi oggi allo Zaccheria e che inizi, se possibile, da come è finito quello dell’anno scorso, quando la Salernitana andò a vincere a Foggia. Finta per modo di dire, perché la prima è già andata e il Bari, principale candidata alla vittoria finale, è già a +3 (anche se ieri è crollata a Barletta). Ma c’è tutto il tempo di recuperare e riprendere un terreno che, se si vuole provare ad arrivare fino alla fine a giocarsi la promozione diretta insieme anche al Catania e forse a qualche altra outsider, deve essere fatto di continuità di risultati. La Salernitana ha la possibilità di fare tutto questo? Cosmi ieri ha detto che “oggi il valore dei giocatori c’è, la mia ricerca è identica a quella portata avanti quando sono arrivato l’anno scorso. Devo il prima possibile formare un corpo unico ed un gruppo che riesca ad esprimere concetti tattici e tecnici in linea con le possibilità dei singoli”.
Cosa ha impedito in questi mesi di plasmare questo corpo unico? L’andirivieni tra i due ritiri, dall’Umbria alla Sila, non ha fatto bene. La nuova rivoluzione nell’organico è figlia in alcuni casi di motivazioni tecniche (Carriero, Quirini, Capomaggio soprattutto erano giocatori che Cosmi aveva accantonato) ma soprattutto economiche, per rientrare nel salary cap, in altri casi. Il monte ingaggi della Salernitana sfiorerebbe i 4,5 milioni e questo sarebbe il tetto salariale per rispettare la norma voluta da Matteo Marani, presidente della Lega Pro, entrata in vigore in questa stagione. Per acquistare quindi altri calciatori, la Salernitana deve fare delle uscite, oppure provare aumenti di capitale, ma la governance della Serie C è stata chiara: niente follie da parte di nessuno per non minare la credibilità di un campionato già accartocciato dopo le tante esclusioni a stagione in corso degli ultimi anni. Il salary cap non è uguale per tutti, bisogna ricordare che si basa sulle possibilità di spesa di ogni proprietà ed era stato già spiegato qualche mese fa su queste colonne (clicca qui per leggere l’articolo): si possono corrispondere ai propri calciatori stipendi lordi il cui ammontare complessivo non superi nel corso della stagione il 50% del valore della produzione che la società è in grado di generare, compresi premi individuali o collettivi ed incentivi all’esodo. Se praticamente una società è più ricca perché entrano più soldi (tra incassi di vario genere o aumenti di capitale della proprietà) e lo dimostra, può permettersi di avere un monte ingaggi più alto.
Quando mancano 4 giorni alla fine del calciomercato, però, l’impossibilità di prendere altri giocatori, in questo momento, è decretata anche dalla lista degli over. La Salernitana ne ha già 23, ha raggiunto il massimo possibile. Per ingaggiarne altri, qualcuno deve essere lasciato fuori. Senza contare Berra, ormai del Foggia, Varone e Ghiglione, le caselle sono tutte piene: i portieri Galeotti e Cevers, i difensori Pieraccini, Matino, Capuano, Villa, Zoia, Anastasio, Longobardi, Heinz e Llano, i centrocampisti Gyabuaa, De Boer, Tascone, Vitale, Mastrovito, Cardoni e Djibril, gli attaccanti D’Ursi, Achik, Lescano, La Gumina e Bevilacqua. Non fanno cumulo nella lista over il difensore Del Pin, il centrocampista Di Vico e la punta Boncori, under con contratto di addestramento tecnico il primo e cresciuti nel settore giovanile i secondi.
Riflessioni in corso ci sarebbero su Mastrovito, preso dalla Serie D e mai buttato nella mischia da Cosmi nelle prime due partite ufficiali, che potrebbe andare in prestito per farsi le ossa in squadre con meno pressioni e più possibilità di dargli spazio. Riflessioni anche su Heinz e sul suo infortunio: la società non ha reso note comunicazioni di interventi chirurgici, è possibile dunque che il giocatore procederà con terapie conservative per provare a diminuire i tempi di recupero? Se è così, potrebbe anche andare in lista l’ex casertano. Ci sono poi i tanti, forse troppi giocatori in scadenza di contratto nel 2027 come Achik, Anastasio, Matino, Tascone e Villa, che potrebbero essere presi d’assalto dalle sirene negli ultimi pazzi giorni di trattative. La Salernitana dovrà trattenerli rassicurandoli sui rinnovi e proponendo argomentazioni credibili per evitare di cominciare già con il passo sbagliato degli “scontenti”, oltre che quello dei risultati.