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Riecco il campo “24 maggio ’99”: dall’incuria ai progetti per i bimbi nel ricordo di Ciro, Enzo, Peppe, Simone

Ciro, Enzo, Peppe e Simone continuano a vivere quotidianamente anche nel quartiere Sant’Eustachio “negli sport che quotidianamente pratichiamo”. Accanto all’omonima parrocchia, infatti, il campo da calcio “24 maggio 1999” è tornato da un paio d’anni a nuova vita grazie all’impegno dell’associazione Zona Orientale Rugby, che ne ha assunto la cura. Progetti sociali, avvicinamento alla pratica sportiva (non solo rugby, ma anche baseball, football americano e softball) di grandi e piccini. L’impianto era caduto in disuso e nell’incuria, dopo la fine della gestione a cura della Figc.

D’intesa con il Comune di Salerno e la parrocchia, l’associazionismo rugbystico ha reso gli spazi di nuovo utili alla collettività. Ieri sera, peraltro, è stata data una “rinfrescata” alla targa d’ingresso che ricorda l’intitolazione del campo, che era sporca e nascosta dagli alberi. “Ventidue anni da quel giorno funesto. Quattro giovanissime vite spezzate nell’incendio di quel maledetto treno, che da Piacenza avrebbe dovuto riportarli a casa. Una data scolpita per l’eternità nella memoria collettiva della nostra città. Oggi, la Salernitana è di nuovo in serie A. In questi giorni di festa per la torcida granata (anche tra noi ci sono tifosi della Bersagliera) i volti e i sorrisi di Ciro, Enzo, Peppe e Simone si stagliano più vivi che mai: Salerno non li ha mai dimenticati. – si legge sul profilo Facebook di Zona Orientale Rugby – Alla memoria dei quattro ragazzi è intitolato un campo sportivo a Sant’Eustachio, nella zona orientale: il “24 Maggio 1999”. Su quel campo, nostra seconda casa da un anno e mezzo, oggi si praticano in maniera autogestita diversi sport: rugby, baseball, softball, football americano; da pochi mesi, è partito anche il minirugby targato #ZetaO. Per non dimenticare Ciro, Enzo, Peppe, Simone, per tanti ragazzi e ragazze della periferia salernitana, ci attiviamo quotidianamente affinché lo sport sia di tutte e di tutti, affinché dal dolore e dalla rabbia nascano speranza e gioia. Lo sport popolare a Salerno contribuisce a mantenere vivi i nomi, i volti, i sorrisi delle vittime di quella assurda tragedia. Lo fa ogni volta che un pallone, ovale o rotondo, rotola sul prato del “24 maggio 1999”. Ogni volta che un bambino o una bambina varca l’ingresso del campo per sgambettare felice con i suoi amici. Ogni volta che un atleta calca il terreno durante gli allenamenti. L’anno scorso l’andamento della pandemia ci ha impedito di ricordare in presenza il 24 maggio. Quest’anno ci siamo finalmente riusciti”.

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