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Quarta miglior difesa: il cambio modulo non ha cambiato gli equilibri

Dieci gol subiti nelle prime nove giornate di campionato: la Salernitana ha la quarta miglior difesa del girone. Meglio dei granata hanno fatto Cerignola (9), Monopoli (7) e Bari (6). Si può fare di meglio e dunque c’è ancora da lavorare sulla tenuta del reparto arretrato, con il cambio di modulo che però non ha stravolto gli equilibri della squadra. Il passaggio alla difesa a tre ha modificato l’assetto tattico dei granata, ma resta centrale la ricerca di compattezza e attenzione in fase di non possesso. A Casarano è arrivato di nuovo il clean sheet che mancava dal match col Giugliano.

Il 3-4-1-2, che Cosmi potrebbe confermare anche nel derby di sabato prossimo, permette alla squadra di assumere un atteggiamento diverso a seconda delle situazioni di gioco. In fase difensiva, infatti, Vitale arretra sulla linea mediana, favorendo il passaggio al 3-5-2. Un movimento importante per garantire maggiore copertura in mezzo al campo, mentre in costruzione il giocatore mantiene libertà di movimento e il compito di collegare centrocampo e attacco. Alle spalle del centrocampo, Pieraccini, Celiento e Anastasio sono chiamati a garantire solidità e attenzione nelle letture difensive. La Salernitana tende ad aspettare l’avversario piuttosto che portare un pressing alto e continuo, affidandosi all’organizzazione e alla capacità di chiudere gli spazi. Difesa a tre o a quattro, i tre sono una certezza. Dal suo arrivo, Celiento ha sempre giocato titolare, senza mai essere sostituito, segnando pure 3 gol. Pieraccini è, con 716′, il secondo giocatore di movimento della rosa per minuti disputati. Anastasio, in nove turni, non è partito dall’inizio solo col Giugliano; alle sue spalle Zoia sta probabilmente avendo meno spazio di quello che si aspettava. Da quattro partite è rientrato pure Capuano, che Cosmi tiene in grande considerazione ma che dovrà inserire gradualmente dopo l’infortunio. Ma non sarà semplice perché il tecnico sta ricevendo garanzie dai suoi difensori. La strada per trovare ulteriori certezze è però ancora lunga, ma il lavoro passa dalla capacità di limitare gli errori e mantenere alta la concentrazione per tutta la gara. Più che il modulo, a fare la differenza saranno la tenuta collettiva e la continuità di rendimento di un reparto chiamato a dare garanzie alla squadra.

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