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Pioli, ritorno al passato: “Incognita granata dopo tanti cambi. Perotti e FR7 da controllare”

Cinquantacinque punti e il momentaneo primato in classifica, in attesa che l’Inter – che segue a 54 – recuperi la partita di Bologna. Il Milan vuole continuare a lottare per lo Scudetto e si appresta ad affrontare la trasferta di Salerno con la massima concentrazione. Dopo la rifinitura di questa mattina, la squadra rossonera è partita alla volta di Salerno: la curiosità è che pernotterà a pochissimi metri dall’albergo che solitamente ospita la Salernitana nel ritiro prepartita, a sua volta vicinissimo allo stadio Arechi. Lì dove Stefano Pioli cominciò la sua carriera da mister nel lontano torneo di Serie B 2003/04. Aveva 38 anni, Aliberti lo scelse e – alla luce dell’ottima carriera poi fatta in panchina – ebbe assolutamente ragione.

“Ci sono più incognite del solito per noi, abbiamo sviluppato una settimana di lavoro più sulle nostre situazioni, il cambiamento tecnico molto recente della Salernitana ci impedisce di conoscere come giocherà. Conosciamo certamente le caratteristiche dei giocatori, ce ne sono 10 diversi dalla sfida dell’andata a San Siro. I granata vengono da due risultati positivi, sarà una partita da affrontare con grande attenzione e grande concentrazione. Ci siamo preparati bene, basta guardare le ultime tre partite che abbiamo fatto, in Italia si affrontano sempre sistemi di gioco diversi, siamo preparati a tutti. Conterà molto l’approccio soprattutto la qualità delle nostre scelte e di tecnica che metteremo in campo, ha detto l’allenatore rossonero in conferenza stampa prepartita. “Per noi è una partita importantissima, non pensiamo di affrontare una gara di secondo piano – ha proseguitoPer un allenatore è importante avere la disponibilità totale di tutti i giocatori. Io questa ce l’ho, tutti vogliono mettermi in difficoltà ed è su questi fattori che dobbiamo insistere se vogliamo mantenere alto il nostro livello di prestazione. Sarà una partita complicata e io sono preoccupato: i miei giocatori dovranno sviluppare una partita con lucidità, non sapendo come si schiereranno i nostri avversari. Perotti e Ribery? Sono sempre stati giocatori di grande qualità, capaci di saltare l’uomo e trovare la giocata vincente, sono calciatori che vanno controllati bene”.

“La condizione fisica è primaria come indicatore quando faccio le scelte di formazione, chi mi garantisce condizione al 100% è favorito, poi vedo le caratteristiche per interpretare al meglio singola partita. Voglio una squadra compatta con energia, intensità e qualità. Scudetto? Il nostro unico pensiero è vincere la prossima, poi vogliamo migliorare la classifica finale dell’anno scorso e quindi vincerle tutte, non è importante contro chiha aggiunto Pioli – Scudetto? Non ci pensiamo. La classifica non è ancora veritiera, l’Inter e l’Atalanta devono recuperare le partite, non guardiamo al primato ma siamo concentrati per dare continuità alle nostre prestazioni, abbiamo dimostrato che quando giochiamo bene portiamo anche a casa il risultato. Le pressioni ci sono, è un privilegio averle, significa che siamo saliti di livello ma anche la squadra è più pronta per sopportarle. Entusiasmo? Vedo molta fiducia nei miei giocatori, questo è importante. Sappiamo che la stagione è ancora lunga e da qui dobbiamo spingere al massimo. I giocatori sanno che possono mettermi in difficoltà solamente mettendo tutto in allenamento. Dopo la Salernitana ne avremo altre tre in dieci giorni, ci sarà come sempre spazio per tutti i giocatori. Abbiamo quasi tutti a disposizione, questo alza il livello anche degli allenamenti”.

Poi, riflessioni sui singoli: Ibra sta meglio, a fine settimana comincerà a correre, da lì valuteremo giorno per giorno la sua condizione, è prematuro capire quando potrà rientrare in gruppo. Dobbiamo pensare a dare il massimo, mancano 13 partite e tanti punti. Serve grande attenzione e convinzione nelle cose che facciamo per cercare di dare il massimo delle nostre possibilità ad ogni partita. Rebic? Sta meglio, anche il minutaggio con la Samp lo ha aiutato a trovare più ritmo e lucidità, si è fatto trovare presente nella nostra fase offensiva, ci darà ancora il suo apporto. Kessié? Sereno e concentrato come lo è sempre stato, la situazione è positiva per tutto il gruppo, che è volenteroso e coeso. Messias? Sta bene, mi aspetto tanto da lui, credo abbia le qualità per essere ancora più incisivo e concreto. La condizione fisica di tutti è buona, anche perché è la testa che è buona”.

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