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Pagellone Torino-Salernitana: Candreva motorino, Kastanos risorsa. Dia non punge

OCHOA 6. Il primo intervento dopo 27′ stendendo una ragnatela delle sue su un pallone pericolosamente vagante in area piccola. Suda freddo sulla deviazione di Gyomber verso la propria porta e si rilassa al “toc” del legno. Più sollecitato in avvio di ripresa, colto in controtempo da Sanabria.

DANILIUC 5,5. Al pronti-via si fa sorprendere da Radonjic a cui lascia pericolosamente l’interno. Sousa gli chiede più attenzione nella gestione del pallone, lui fa “ok” col pollice ma non si riprende fino in fondo. Giusto il tempo di non seguire Sanabria sul pari di casa ed esce. (dal 13′ st TROOST-EKONG 6. Un po’ incerto appena mette piede in campo, poi rettifica).

GYOMBER 6. Unico titolare superstite del 4-0 rimediato l’anno scorso, si attacca a Sanabria e il resto potrebbe essere copione già noto o quasi. Rischia l’autogol, la traversa lo salva. Nel secondo tempo s’innervosisce e arriva pure il cartellino giallo. La causa della sostituzione. (dal 31′ st LOVATO 6. Il biglietto da visita che gli presenta Radonjic lo disorienta. Più sicuro su Karamoh).

PIROLA 6. Svagato all’inizio, eppure Miranchuk non sembra nella sua giornata migliore. Passo dopo passo recupera terreno.

KASTANOS 6,5. Sousa lo fa ripartire da dove aveva finito con l’Inter. Subito diligente senza palla, sbroglia la matassa in modo provvidenziale in un paio di occasioni; rischia tantissimo su Vojvoda ma la sua chiusura in area con l’avversario lanciato a rete è sul pallone, poco prima dell’intervallo sradica un altro pallone pericolosissimo. Il rovescio della medaglia è la mancanza di lucidità nell’alzare lo sguardo in fase di possesso e sulle battute dei calci di punizione. Nella seconda frazione paga un po’ di stanchezza.

NICOLUSSI CAVIGLIA 5,5. Aveva esordito con il cavalluccio contro il Torino all’andata e al ritorno ritrova la maglia da titolare che gli mancava da due mesi. Si (ri)presenta sradicando il pallone che produce il gol di Vilhena ma dopo il gol resta basso. Troppo. (dal 13′ st BOHINEN 6. Compitino non agevolato dai movimenti poco ficcanti dei compagni. Qualche palla nello stagno ma l’apporto in interdizione è confortante).

VILHENA 6. All’andata regalò ai suoi il pareggio, al ritorno colpisce a freddo e li porta avanti. S’impegna anche nel contenimento e nel primo tempo è fra i più presenti. Involuzione netta nei secondi 45′.

BRADARIC 6. Tira fuori dal cilindro l’elegante colpo di tacco da cui nasce l’azione del vantaggio ma è l’unica occasione in cui la Salernitana va in ampiezza. Nel prosieguo resta efficace in difesa su Singo ma molto timido nella metà campo avversaria.

CANDREVA 6,5. Si alterna con Dia, non dà punti di riferimento agli avversari. Subito in palla. Dal suo piede parte il cross che poi più piedi puliscono per l’1-0 di Vilhena, sfiora il raddoppio poco dopo colpendo il palo. Passa il tempo e deve dare di più una mano in difesa ma è sempre dai suoi piedi che nascono le situazioni più ghiotte. Corre tanto nonostante la carta d’identità.

DIA 5. Cerca molto l’uno-due stretto con Piatek ma gli esiti non arrivano. Il gol di Vilhena abbassa il baricentro dell’intero undici e le ripartenze sono sempre Dia contro tutti: difficile incidere così. (dal 35′ st BOTHEIM sv. Poco mobile).

PIATEK 5. Buongiorno gli prende le misure sul gioco aereo, lui cerca di defilarsi e smarcarsi attraverso altre strade ma non riesce. Partecipa in subbuglio all’azione dell’1-0 ed è l’unico acuto di una prima frazione in apnea. Decisamente poco. Le cose non cambiano nella ripresa, forse peggiorano, non tocca palla e Sousa lo tira fuori. (dal 13′ st BONAZZOLI 5,5. Lotta un tantino meglio del compagno, prende qualche falletto. Si addormenta su un pallone che Bradaric recupera dal cesto dell’indifferenziato: non ci crede in area di rigore, se ne rende conto e si mette le mani sul volto. Peccato.).

ALL: SOUSA 6. Settima partita consecutiva senza cambiare nulla in difesa, conferma lo spartito tattico mettendosi a specchio col Toro. Contro “la squadra più intensa del campionato” i suoi sembrano rispondere a tono andando anche meglio sul profilo dell’agonismo nel primo quarto d’ora. Compatta e corta, dopo aver trovato il vantaggio la squadra decide di aspettare e provare a ripartire ed è favorita anche da un Torino scarico, senza nulla togliere al gruppo per l’approccio comunque positivo. Col passare dei minuti la squadra si abbassa e il concetto ci può pure stare. Il problema è che si affloscia pure e non riesce più a ripartire, né a scivolare rapidamente in orizzontale, né a cercare le corsie laterali (lo aveva fatto una volta sola trovando fulmineamente il gol), cosicché lo schianto sulle dighe centrali di casa è naturale. Il mister si arrabbia ma il Toro non fa molto e va all’intervallo davanti. Nel secondo tempo la squadra si ripresenta peggio contro un avversario ringalluzzito. Pareggio inevitabile, così come il triplo cambio pensato prima dell’1-1 che però non fornisce la scossa. La Salernitana continua a schiacciarsi nella propria metà campo senza fare paura a Milinkovic-Savic ma quantomeno si riassesta in difesa. Si gioca l’infruttuosa carta Botheim. C’è che poi anche i piemontesi finiscono la benzina e arriva il settimo risultato utile, sesto pareggio consecutivo. Ma stavolta con un pizzico di pepe in più l’ippocampo avrebbe potuto sbancare.

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