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Pagellone Salernitana-Verona: anche Tchaouna alza bandiera bianca, Maggiore timbra il cartellino

FIORILLO 6. Non arriva sul preciso mancino di Suslov, salva su Folorunsho ma si inchina nuovamente prima dell’intervallo. Evita il tris con prontezza sull’incornata di Noslin nella ripresa.

PIEROZZI 5,5. Lazovic è una spina che gli dà problemi soprattutto nella prima metà di gara. Dal suo palo nasce il gol della bandiera granata

FAZIO 4,5. In apnea dall’inizio alla fine. Esce con qualche fischio e saluta l’Arechi: contratto in scadenza, non sarà rinnovato e potrebbe appendere gli scarpini al chiodo. (dal 25′ st MANOLAS 5. Ritmi balneari anche per lui)

PIROLA 5. Prova a metterci ardore agonistico in un paio di contrasti, un pelo di più rispetto agli altri. Non bene pure lui sul vantaggio dell’Hellas. (dall’1′ st CANDREVA 5. Non incide. Si congeda amaramente dall’Arechi: ha un contratto ma probabilmente sarà interrotto prima).

ZANOLI 4. Senza nerbo, non sfonda mai.

COULIBALY 4. Completamente nullo. (dall’1′ st MAGGIORE 6. Ginocchio fasciato, torna dopo due mesi di stop per infortunio e fa il suo ingresso a partita già ampiamente nelle mani avversarie. Ritmi non elevatissimi pure per lui, almeno si fa trovare al posto giusto per accorciare le distanze nel finale).

BASIC 4. Birillo in mezzo alle maglie di un Verona che ha più fame. Spesso in ritardo, si becca il giallo che mette fine al suo campionato con 90′ d’anticipo: era diffidato, non andrà a Milano.

SAMBIA 4,5. Svagato, lontano parente del giocatore positivo visto a Torino. Fuori tempo sul gol di Suslov, in ritardo e svagato anche sul secondo.

TCHAOUNA 4,5. L’ultima davanti al suo pubblico, visto che sarà tra i primi ad essere ceduti. All’andata segnò il suo primo gol in Serie A, al ritorno gioca forse una delle sue peggiori partite. Non gli mancano corsa e impegno, è pur vero che non gli arrivano rifornimenti. Ma i pochi che becca sono persi. Nervosismo finale.

KASTANOS 5. Non giocava titolare dal 9 marzo, disfatta di Cagliari. Si vede che non è al meglio e non solo per la fasciatura sul ginocchio sinistro. Non ne becca una, va a velocità ridotta nel primo tempo. Qualcosina di meglio nella ripresa. (dal 36′ st VIGNATO sv. Pochi minuti di un personale derby – è cresciuto nel Chievo – che non lo vedono spiccare. Era oggettivamente dura).

WEISSMAN 4. Inconsistente per tutto il match, brucia la residua chance per chiudere con un gol che Ikwuemesi e Simy, con le loro indisponibilità, gli hanno consegnato. Da un suo controllo approssimativo nasce l’azione del vantaggio ospite. Sovrastato nel gioco aereo da Coppola e Dawidowicz, mai pericoloso, costretto sempre a inseguire. (dal 28′ st G. FUSCO 6. Entra tra gli applausi, ci mette subito il piede e protegge molto bene la sfera in occasione del gol della bandiera).

ALL: COLANTUONO 5. Sperava nell’onda lunga del briciolo di convinzione dopo il pari di Torino e si ritrova una squadra in costume e infradito che non lotta, subisce passivamente e non onora l’ultima sfida casalinga del campionato, come fatto anche in tante, troppe precedenti occasioni. Prova ad aggiustarla nell’intervallo con Candreva e Maggiore: entrano loro e passa al 4-3-2-1 ma senza sortire grossi effetti. Il Verona gestisce e si gestisce, consapevole di non trovare opposizione, dunque si sonnecchia fino al termine. L’esordio di Gerardo Fusco è un cucchiaino di miele per la storia e per un ragazzo che prova a costruire la sua carriera.

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