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Pagellone Primavera: col Frosinone si salvano Pezzo e Vignes

CAMPISI 4,5: Tante indecisioni e cinque gol subiti sono un macigno sul giudizio del portierino granata, che poteva sicuramente fare meglio anche in occasione delle reti concesse.

GUZZO 5,5: Uno degli unici a riuscire costantemente a saltare l’uomo e proporre iniziative, il problema è che è un terzino e che quando lo fa ha ancora settanta metri di campo da percorrere.

PERRONE 5: Inizia abbastanza bene, con un paio di interventi efficaci, anche in velocità. Poi cala insieme al resto del reparto, che fa acqua da tutte le parti.

DI MICCO 4: Si ferma colpevolmente chiedendo il fallo laterale lasciando Vitalucci andare a segnare la rete che apre il match, si ferma di nuovo a chiedere fuorigioco mentre Vitalucci va ancora in porta e fa 3-1. Entro la fine del primo tempo si fa superare per l’ennesima volta dal 10 ciociaro ed è costretto a trattenerlo prendendosi il secondo giallo. Alla fine ha passato più tempo a protestare che a giocare.

IDIOMA 5: Forse il più attento in fase difensiva, raramente si fa saltare e fa vedere delle ottime coperture. In fase di impostazione invece rischia troppo con dei passaggi orizzontali o dei cambi di gioco troppo timidi che fanno sudare freddo i compagni.

GUIDA 5: È una partita di sacrificio, che da parte sua non manca mai, stavolta però manca la qualità per vincere i duelli con Nigro che ha tutto un altro passo (dal 26′ st CAPACCIO 4,5: Tanta confusione e poca qualità).

PEZZO 6: Dà speranza ai suoi pareggiando quasi immediatamente la distrazione dei granata in apertura, dimostrando ancora una volta che le cose migliori le fa vedere quando va in profondità occupando sempre gli spazi giusti. Poi è costretto a rimanere più cauto a causa dell’inferiorità numerica e la sua prestazione ne risente.

VIGNES 6: Un faro per i compagni che hanno sempre un punto di riferimento a cui affidarsi. Gioca semplice e facilita tutto, toccando la palla il minimo necessario e gestendo bene i tempi. Paga però la differenza fisica con i centrocampisti avversari in fase difensiva, dove soffre un po’ (dal 26′ st DE IORIO 5: Si becca un rimprovero a muso duro da parte di Iannone per un rinvio alla cieca quando gli era stato detto di essere solo. Continua senza essere in grado di sopperire al lavoro che faceva Vignes per la squadra).

DEL REGNO sv: Sfortunato, sente tirare al primo scatto e deve lasciare il campo (dal 5′ pt VISCONTI 4,5: Ha l’alibi di entrare a freddo, ma sicuramente non lo fa con l’atteggiamento giusto. Si muove poco senza palla ed è troppo pigro nel ripiegare, lasciando costantemente troppo solo il compagno di fascia. Non è un caso che in inferiorità numerica è lui a lasciare il campo per riequilibrare la squadra. Dal 1′ st RUSSO 5: Procopio prova a inserirlo per rimpolpare il centrocampo con qualità e palleggio dopo l’espulsione, ma si ritrova costretto a ricordargli costantemente di giocare con semplicità. Fortunato nel procurare l’autogol di Vecchi con una verticalizzazione che sarebbe stata comunque molto interessante).

CANNAVALE 4,5: Sembra non avere idea di cosa stia facendo mentre vaga inspiegabilmente sconsolato per il campo. È il più alto dei suoi, ma non prova neanche a saltare sulle palle alte, lasciando vita facile ai difensori del Frosinone e zero speranze di lottare sulle seconde palle ai propri compagni (dal 1′ st BRUSCHI 4,5: Non riesce a mettere una pezza sulla difesa granata, anzi sbaglia cose semplici in impostazione, giocando in maniera lenta e macchinosa e dimenticandosi uomini e concetti base del difensore).

IANNONE 5,5: Il suo valore si vede anche in giornate difficili come questa. Spalle alla porta riesce sempre a girarsi, il primo uomo riesce sempre a saltarlo, ogni tanto però pecca nella scelta successiva, tenendo anche un po’ troppo la palla. Altre volte invece fa quella giusta e la manovra respira e ringrazia. Aumenta intensità e determinazione – e rabbia – a risultato già compromesso, dando il messaggio giusto alla squadra.

ALL: PROCOPIO 5,5: Ha gli uomini quasi contati e non può fare miracoli, né inventarsi molto, soprattutto giocando ogni tre giorni. Le cose poi si complicano se i suoi pensano a protestare con la terna arbitrale mentre gli avversari si involano verso la porta. Non bastano però indicazioni e rimproveri a far girare la squadra, anche se qualcuno ne è stato motivato e qualcosa di buono quando la partita non era ancora compromessa si è visto.

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