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Pagellone Pescara-Salernitana: Anderson cambia la partita, difesa ancora di ferro

BELEC 6. Praticamente inoperoso per mezzora, poi lo salva il palo su Ceter. L’unica situazione in cui va in difficoltà.

BOGDAN 7. Mura tutto e tutti, ma al 27′ si fa saltare da Odgaard che crea la prima occasione del match, tirando sull’esterno della rete. Per il resto, pulito e sempre sul pezzo (dal 28′ st AYA 6. Entra a partita già praticamente decisa)

GYOMBER 7,5. Sradica palloni con le buone e con le cattive. Non si passa. Controlla bene Ceter: la degna conclusione di un campionato stratosferico contro il Pescara che l’anno scorso l’aveva condannato alla retrocessione ai playout quando era al Perugia.

MANTOVANI 7,5. Elegante e preciso, lascia le briciole agli avversari.

CASASOLA 8. Parte molto contratto, sembra sentire più degli altri la pressione. Non sfonda mai a destra, anzi soffre qualcosina. Vince il primo duello a 3′ dall’intervallo ma sbaglia l’uscita palla al piede. Rifiuta l’intervista nell’intervallo ed entra rigenerato nel secondo tempo: ci prova di testa, poi è autore di una chiusura coraggiosa  e decisiva in tackle su Masciangelo. Poi, il raddoppio è un capolavoro di intelligenza e tecnica: finta il tiro col destro e beffa col sinistro Fiorillo sul proprio palo. L’esultanza è tutta dedicata al papà che non c’è più.

CAPEZZI 6. Prova a metterci la consueta sostanza, anche se accusa un po’ di stanchezza dopo le prestazioni di spessore infilate una dietro l’altra negli ultimi dieci giorni. Con Di Tacchio costituisce una morsa importante, finché ha benzina nel serbatoio (dal 17′ st SCHIAVONE 6,5. Entra e fa il suo compito con diligenza. Grande apporto).

DI TACCHIO 7. Recupera una mole importante di palloni in mezzo al campo. Si carica la squadra sulle spalle anche in un momento di comprensibile blocco nel cuore della partita.

KIYINE 5,5. Calcia una punizione al pronti-via, poi va in difficoltà. Non riesce a cambiare marcia, salta poche volte l’uomo, perde troppi palloni e Castori lo lascia nello spogliatoio all’intervallo. (dall’1′ st ANDERSON 8,5. Entra e cambia la partita. Si presenta subito con un’accelerazione pericolosa. Ha voglia e si vede. Prova a conquistarsi un rigore dopo 6′ ed è sua la prima conclusione dei suoi nello specchio di Fiorillo al 52′. Brio, un pizzico di sano individualismo e poi il rigore procurato).

JAROSZYNSKI 6,5. Capone gli fa capire che non sarà un pomeriggio balneare. Si dimentica di Ceter al 34′ e viene salvato dal palo colpito dal pescarese. Poi si sveglia. Dal suo piede parte il decisivo cross per l’azione del vantaggio

TUTINO 8. Generoso ma troppo isolato nella prima frazione. Più nel vivo nella ripresa: ‘cede’ la battuta del rigore al giovane e freddo compagno Anderson. Mette il sigillo alla partita meritatamente.

GONDO 5,5. Si muove molto, ma riceve e costruisce poco. Prova a dar fastidio alla difesa avversaria come può, però i risultati non sono tangibili. (dall’1′ st DJURIC 6,5. Decisivo nel suo ingresso: sportellate, botte, protezione di palla e la torre di testa che origina l’azione del rigore procurato da Anderson).

ALL: CASTORI 8. Torna in panchina dopo tre partite vissute con sofferenza davanti alla tv a causa del Covid, sconfitto proprio due giorni fa. Ripropone lo stesso modulo della partita contro l’Empoli, cambiando solo due uomini, uno obbligatoriamente. Nonostante il caldo torrido non toglie tuta, né smanicato imbottito. Questione di scaramanzia? Forse. Ma i suoi offrono un primo tempo senza sussulti. Scherzo della tensione oppure no, la Salernitana nei primi 45′ soffre, crea zero, resta sulle gambe. Nel secondo tempo tutta un’altra musica: entrano Djuric e Anderson e cambiano il volto della gara. Un miracolo sportivo, grande cuore e un successo ancora per il tecnico operaio che ha riportato la Salernitana in A dopo 23 anni.

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