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Pagellone Chievo-Salernitana: Jaro ingenuo, Djuric non ingrana. Karo diligente

MICAI 5,5. Attento in avvio, becca il gol su rigore, il primo assegnato contro la Salernitana nel torneo corrente. Poteva forse fare qualcosa in più sul secondo gol di Giaccherini, che lo prende tuttavia in controtempo.

KARO 6. Torna titolare dopo due partite. Non è il massimo per lui giocare da terzino destro. Lo aveva già fatto – senza convincere pienamente – a Castellammare. Tuttavia, se la cava come può e con grande intelligenza. Viene fuori bene da una serie di situazioni insidiose, resta bloccato per tutta la partita senza correre rischi.

MIGLIORINI 6. Gli tocca Djordjevic, lo gestisce tutto sommato con mestiere quando il serbo capita nella sua zona. Sbroglia situazioni anche in modo sporco, all’occorrenza. Sfortunato sul rimpallo perso con Djordjevic che propizia l’azione del raddoppio veneto.

JAROSZYNSKI 5. Non la solita roccia. Si attacca all’ex compagno Meggiorini. Al 26′ Fourneau lo punisce con ammonizione e fallo da rigore per un intervento su Djordjevic che non pareva scorretto. Ingenuo nel concedere all’attaccante di mettersi davanti, forse sì. Un paio di disattenzioni nella ripresa, più una terza nel recupero con un regalo a Ceter che poi vanifica il contropiede.

CICERELLI 5. Ventura lo riporta nel ruolo di esterno destro a lui più congeniale. Non ingrana e si fa male dopo 20′ (dal 24′ pt LOMBARDI 5. Avrebbe dovuto fare staffetta col compagno, ma non così presto. Ci mette un po’ per carburare. Spara altissimo a inizio ripresa dopo un interessante schema su calcio piazzato. Poi si fa male anche lui, un problema muscolare che sembra essere piuttosto serio. Dal 24′ pt CURCIO 5. Esordio in granata, entra un minuti prima che la salita si faccia più ripida. Diventa ancor più difficile allora per lui che nella prima parte di stagione aveva raggranellato solo 47′ tra campionato e Coppa Italia con la maglia del Brescia).

AKPA AKPRO 5,5. Pasticcia e non è da lui. Aveva abituato a partite estremamente sopra la sufficienza in precedenza. Garritano è un peperino dinamico, al pari di Giaccherini. Quando gli capitano a tiro, fa più fatica del solito. Spende un giallo al 24′ (era diffidato e salterà il Livorno), sbaglia troppo anche in fase di disimpegno. Resta l’ultimo ad arrendersi in mediana.

DZICZEK 5. Metronomo basso di centrocampo. In alcuni casi orchestra bene e con discreta personalità, in altri rallenta troppo il gioco. Al bacio l’imbeccata morbida su punizione che Djuric manca di un nulla al 40′, non basta per guadagnare la sufficienza. Perde Giaccherini in occasione del gol del raddoppio.

MAISTRO 5,5. Gioca alto a sinistra nell’iniziale 4-2-4 in fase offensiva, per poi chiudersi da mezzala in fase di contenimento. Non incide nel primo tempo. Un pizzico più pimpante a inizio ripresa, cerca qualche verticalizzazione interessante, senza trovare però grossa concretezza.

KIYINE 6. Era la sua partita prima di giocarla, all’andata dedicò il gol a Ventura – “trattato di m**** al Chievo”, testuali sue parole – che però gli “rovina” il ritorno da ex al Bentegodi, sacrificandolo nell’inedita veste di terzino mancino. Gli tocca badare soprattutto alle scorrazzate di Segre. Dalla sua unica sortita avrebbe potuto nascere una buona occasione per Gondo nel primo tempo. Cerca di dare una mano come può, ma così lontano dalla porta è davvero dura. A metà ripresa passa a destra, come quarto più avanzato, dopo l’infortunio di Lombardi.

GONDO 5. Volenteroso, ma non è uno stoccatore. Accanto a Djuric – che sa far legna da sé – servirebbero diverse caratteristiche. Difende bene palla e va a prendersi importanti rimesse laterali in zona d’attacco che fanno salire e respirare i suoi compagni. Ma non è un finalizzatore e lo si vede quando spedisce alle stelle il buon pallone servitogli da Kiyine in area al 26′ (dal 5′ st JALLOW 6. Primi minuti del suo 2020 nel suo ex stadio. Ridicolizza subito Cesar in velocità, ma si defila e conclude sul primo palo, facile per Semper. Ci mette caparbietà).

DJURIC 5. Leverbe lo morde, lui prova comunque a fare il lavoro sporco, come da specialità della casa. Che sarebbe anche il colpo di testa, però: al 40′ sciupa una ghiotta opportunità proprio mancando la zuccata da distanza ultra-ravvicinata su bella pennellata di Dziczek.

ALL: VENTURA 5. Fischiato e contestato dai suoi ex tifosi con cori tutt’altro che al miele, parte col 4-2-4 e Kiyine terzino, una soluzione provata in allenamento in settimana e piuttosto audace, in casa di una squadra temibile come il Chievo. Si rivelerà improduttiva. Veneti un po’ impauriti, Salernitana attendista. La squadra ospite prova a palleggiare in faccia agli avversari ma non riesce a superare la metà campo con pericolosità nella prima parte di partita. Il gol su rigore rompe l’equilibrio di un primo tempo timido e destinato altrimenti allo 0-0. Il tecnico granata persevera però nella ripresa, nonostante lo svantaggio, lasciando Kiyine in posizione di terzino. Troppo lontano finanche dalla metà campo clivense, il marocchino, per poter incidere. Ventura getta nella mischia Jallow a inizio ripresa e la Salernitana tira fuori di più la testa dal guscio, complice anche un Chievo che pensa più che altro a difendere il risicato vantaggio e ripartire. Ma gli attacchi sono sterili. Costretto nel complesso a bruciare due cambi su tre per problemi fisici, ma la Salernitana fa un passo indietro.

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