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#NonTiScordarDiMe. Feussi, l’amore per le mozzarelle e il rapporto con Aliberti: “Mi prestava l’auto per fare le guide”

Arrivò dal Genoa come un giovane di belle speranze per l’ultima Salernitana targata Aliberti, quella condotta alla salvezza da Angelo Gregucci prima del fallimento. Una stagione di alti e bassi durante la quale Patrice Feussi, difensore camerunese classe ’86 non trovò mai in spazio, almeno in prima squadra. Oggi, dopo una carriera che lo ha visto protagonista in Romania – dove ha vestito anche la maglia della Dinamo Bucarest – Feussi continua ad allenarsi in attesa di una nuova avventura pensando però anche al futuro dove potrebbe lavorare come osservatore o agente. Il presente però lo vede in Francia, uno dei paesi maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus: “Qui la situazione è drammatica come in Italia – ha raccontato Feussi ai nostri microfoni – Dovremo restare in casa almeno fino all’11 maggio.Tutti hanno tanta paura, è una situazione assurda”.

Per quanto riguarda i calciatori, Feussi crede che il ritorno in campo non sarà così traumatico: “Ovviamente ci sarà un po’ di paura, tornare a giocare non sarà facile e servirà la massima sicurezza. Allo stesso tempo va detto che nei principali campionati italiani le società sono attrezzate, hanno strutture e staff medici che possono monitorare i giocatori. Dunque tornare ad allenarsi e a giocare non sarà un problema ma ovviamente bisognerà farlo senza tifosi. I calciatori sono privilegiati, possono essere monitorati costantemente. Sarà necessario un mini-ritiro e bisognerà fare attenzione ma ripeto, credo che si potrà tranquillamente terminare i campionati anche perché credo che i giocatori vogliano tornare in campo. Inoltre non dobbiamo dimenticare gli interessi sportivi ed economici che ci sono”.

Dal presente al passato. Un passato che a Salerno non vide Feussi protagonista: “Non mi piace usare l’espressione ‘poco fortunato’ ma arrivai da Genova dopo un brutto infortunio, feci una buona preparazione e prima dell’inizio del campionato mi infortunai nuovamente. Non potevo operarmi un’altra volta e così persi gran parte della stagione. Al mio rientro partecipati al Torneo di Viareggio con la Primavera (Salernitana eliminata dalla Juventus ai quarti di finale ndr) dove facemmo molto bene, io fui tra i migliori”.

Per Feussi non ci fu spazio neanche a fine stagione: “Mister Gregucci era contento dei miei progressi e mi motivava continuamente. Io non capivo perché non mi faceva giocare ma crescendo ho compreso che non ero pronto per confrontarmi con quella realtà anche se a Salerno sono stato davvero bene”.

Il difensore scuola Genoa infatti è rimasto molto legato alla città, in particolar modo alle sue bontà gastronomiche: “Ancora oggi mi faccio mandare delle mozzarelle fresche. Salerno è una città fantastica, c’è gente vera, cibo sano e tanti posti meravigliosi anche dal punto di vista naturalistico”.

A Salerno Feussi è cresciuto molto, vivendo anche l’esperienza della patente: “Ero giovane e non avevo un rapporto diretto con il presidente Aliberti ma ricordo che con me era molto disponibile, mi prestava anche la sua auto (Audi di grossa cilindrata ndr) per fare le guide”. Un buon rapporto anche con i compagni di squadra: “Avevo legato molto con Benjamin e Palladino, noi giovani andavamo tutti d’accordo anche perché vivevamo tutti al Parco Arbostella. Peccato per il mio infortunio perché avrei potuto scrivere la mia storia lì a Salerno”.

Sul presente granata: “Lotito deve trovare una soluzione al problema della multiproprietà, del resto non puoi prendere Ventura e non avere ambizioni. Ho avuto la fortuna di averlo come allenatore a Pisa ed è un allenatore che non riesce a non vincere”.

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