9 partite nella stagione 2010-2011 e nessuna rete, questo è il resoconto dell’esperienza di Jaroslav Sedivec alla Salernitana. L’attaccante, però, ha ricordato in modo positivo la sua esperienza in granata: “Prima di andare a Salerno ero molto entusiasta conoscendo grazie ad alcuni ex granata la passione della piazza. Ho giocato molti anni al Sud, conoscevo la piazza ed ero contento. Non diedi quello che potevo dare, da un lato mi dispiaceva soprattutto a causa dei tanti infortuni, un grande rammarico per la carriera. Il gruppo di ragazzi era molto valido nonostante una società vicino al fallimento, alla fine riuscimmo ad andare in finale playoff anche se fu una stagione così e così”.
L’ultima stagione dell’era Lombardi si concluse con il fallimento: “Come squadra e come pubblico, tutto era nella norma. La gente veniva sempre allo stadio a Salerno, ma ci seguivano anche in trasferta. Dopo il ritiro ci siamo accorti della carenza di campi, andavamo ad Eboli e Baronissi ad allenarci. Avevo vissuto una situazione del genere anche in precedenza. I ragazzi, nonostante la società inesistente, hanno fatto tanto. Ci rimettono i giocatori, ma soprattutto una città intera che ci tiene. Piazze come Salerno, Perugia, Crotone e Catania sono piazze che al calcio ci tengono e si fanno sentire durante le partite. Secondo me fu un grande peccato per la gente”.
L’ex Bersagliera ha parlato proprio del rapporto con l’ex presidente: “Come tutti i presidenti quando le cose vanno male, diceva di dover avere fiducia. Non si faceva vedere tanto, uno naturalmente non ci pensa perché sono le solite cose. Quando sei un calciatore che non prende lo stipendio da mesi ed arriva il presidente che dice di sistemare tutto, tu ci credi solamente per una parte. Secondo me è durato anche tanto perché si sapeva già da ottobre che la società era destinata a fallire”.
Sedivec ha vissuto anche il grande bluff di Joseph Cala: “Mi sembrava una puntata di Scherzi a Parte. Non ho nemmeno un vago ricordo di lui, si presentò solamente una volta nello spogliatoio per poi sparire. Una vera barzelletta, noi ci credevamo ed alla fine le cose andarono anche peggio”.
Nonostante tutte le difficoltà, la squadra di Breda arrivò alla finale playoff: “La piazza è un fattore importante. Nonostante si sapeva tutto, noi eravamo supportati dalla gente agli allenamenti ed in casa eravamo seguiti. Il gruppo era pieno di ragazzi intelligenti o di persone esperte che avevano già vissuto queste situazioni. I ragazzi si giocavano la loro carriera, sono usciti fuori ragazzi come Ragusa e Montalto. Nella vita alla fine si va avanti, non ci restava nulla. Uno poteva andare a casa o continuare, ma anche il fatto che non c’era nulla da perdere ha inciso. Sarebbe stato un peccato buttare un campionato che stava andando così bene. In alcune situazioni vai avanti senza uno spirito come quello di Salerno, una squadra ricca di storia. Sarebbe stato un peccato buttare tutti in aria, i ragazzi si giocavano tutto per l’anno dopo”.
Non solo passato, ma anche presente con la sfida tra le due ex squadra di Sedivec: “Per me il Girone C di Serie C è fantastico, molto più forte rispetto agli altri gironi. Un girone sempre più valido dal punto di vista tecnico-tattico e di materiale contorno con stadi e pubblico. Ci sono squadre attrezzate che adesso sono distanti veramente pochi punti. Secondo me sarà un bel campionato perché molto si giocherà anche sul calciomercato. Adesso diventa tutto più difficile subentrando squalifiche e infortuni, c’è bisogno di un mercato importante da parte delle società. Sarà un bel campionato perché le squadre sono tutte là”.
Il classe 1981 ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla carenza di reti di Inglese: “Io non ero un grande bomber, io ero quello che faceva fare le reti. L’attaccante deve fare gol, ma se non li fa deve contribuire al gioco di gruppo. Quando fai gol ti viene tutto facile, invece quando non fai le reti ti concentri sulle giocate per i compagni, sulle sponde per fare guerra e raggiungere il risultato. Inglese ha una grossa esperienza alle spalle, questo è solamente un periodo: basterà solamente sbloccarsi, non penso che ci possa soffrire mentalmente. Secondo me ci vuole solamente un poco di pazienza, ma alla fine ciò che conta sono unicamente i risultati”.
Alla fine, tanti elogi a Raffaele e Faggiano: “Non conosco personalmente Faggiano e Raffaele, ma vedendo ciò che hanno fatto in così poco tempo penso che stiano facendo un buon lavoro. Sono sicuramente persone qualificate per il loro ruolo, l’importante è che siano competenti e di dimostrarlo: al momento solo pareri positivi”.