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#NonTiScordarDiMe. Brunner oggi allena Musso e ricorda: “All’Arechi esordio da brividi”

Arrivò a Salerno nell’estate del 2004, assieme alla folta colonia di ex Ternana che sbarcarono alla corte di Ammazzalorso. Una Salernitana che partì tra l’entusiasmo generale, e che poi si ritrovò a conquistare la salvezza ad un solo turno dalla fine del campionato. Parliamo di Alex Brunner, uno di quei portieri che conosceva a memoria la Serie B ma che in granata non trovò fortuna.

“A Terni fu un’annata importante. Non riuscimmo a centrare la promozione in massima serie, ma facemmo comunque un buon campionato. Arrivai a Salerno felice, anche perché sapevo di andare a vestire una maglia importante in una città bellissima. Avevo già giocato al Sud a Foggia, e quindi ero consapevole della passione che avrei incontrato. L’esperienza non fu positiva, ma ho un ricordo meraviglioso della piazza”, ricorda l’ex portiere. Un’annata alquanto particolare, visto l’esito finale con salvezza sul campo ma fallimento estivo del club: “Purtroppo non tutte le annate regalano gioie. Sin dalle prime giornate capimmo che qualcosa non girava; eppure avevamo grandi qualità. L’arrivo di Gregucci cambiò l’andamento, ma questa è tutta un’altra storia visto che a gennaio andai al Cagliari. Sono rimasto in contatto con qualche ragazzo di quella rosa, specialmente con i ragazzi che erano a Terni con me l’anno prima (Borgobello, Ferrarese e Terni, ndr). Sono tutti uomini che stimo professionalmente; sono molto legato a loro. A Salerno ritrovai anche Botticella con il quale avevo giocato già in Capitanata con Delio Rossi. Lo conoscevo bene; un ottimo portiere e un bravo ragazzo”.

Su Salerno città, rivela: “È una città simile a Trieste. Una città di mare a misura di uomo. Ho sempre fatto una vita molto regolare con mia moglie; purtroppo non abbiamo avuto modo di viverla a pieno. Poi abitavamo a Sala Abbagnano, e la vista era un qualcosa di bellissimo (ride, ndr). L’Arechi? L’esordio fu da brividi, anche perché affrontammo in amichevole la Lazio. Era settembre, e fui accolto con un’ovazione dai tifosi granata. Giocai oltre 60 minuti e credetemi fu bellissimo anche perché ce la giocammo a viso aperto (il match terminò 0-2 per i biancocelesti, ndr). Un’altra partita bellissima che ricordo con piacere è la vittoria interna contro il Palermo, che era in Serie A, nei sedicesimi d’andata di Coppa Italia. Passarono in vantaggio loro, ma poi ribaltammo il risultato con una doppietta se non sbaglio di Mendil”.

Il presente, invece, si chiama Udinese, visto che è il preparatore dei portieri del club bianconero. Un presente difficile vista la pandemia che ha colpito l’intero globo: “Per i portieri, ma anche per i calciatori di movimento, è un momento difficile. Il contatto con il pallone è fondamentale. La sosta forzata sta diventando più lunga del previsto. Anche perché nel caso si riparta, ci saranno tante partite in pochissimo tempo. Purtroppo è un periodo difficile, naturalmente c’è preoccupazione per ciò che sta accadendo. Dico semplicemente che se ci atteniamo alle regole dettateci dalle varie istituzioni ne verremo fuori sicuramente prima del previsto”.

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