Chiamato ad arbitrare la sfida tra seconda e terza della classe, allo stadio Arechi Edoardo Manedo Mazzoni non riesce a raggiungere la sufficienza. Nel tentativo di dirigere la gara all’inglese, il fischietto di Prato commette diversi errori e perde qualche cartellino. Al triplice fischio di Salernitana-Catania, infatti, i provvedimenti disciplinari sono soltanto due, divisi in modo equo tra le formazioni. L’unico episodio da moviolone della gara arriva quasi allo scadere, quando Di Tacchio, all’interno della propria area di rigore, pesta il piede di Antonucci. Ci sarebbero tutti gli estremi per un penalty in favore della Bersagliera, ma l’arbitro, dopo aver controllato attentamente allo schermo dell’FVS, preferisce non assegnarlo.
Primo tempo
Al 4′ minuto Casasola interviene in maniera scomposta su Achik nei pressi della trequarti di campo ospite. Poteva starci, in questo caso, il giallo, ma l’arbitro ha preferito assegnare soltanto un calcio di punizione.
Al 16′ Casasola, dopo essere entrato in area di rigore, cade sul terreno di gioco atterrato da un intervento di Matino. Proteste da parte del Catania, con il numero 24 che suggerisce alla panchina di utilizzare una delle card a disposizione. Allo schermo dell’FVS, però, il direttore di gara si rende contro che l’esterno siciliano si lascia cadere troppo facilmente e decide di non assegnare il calcio di rigore.
Al 30′ anche Pieraccini rischia moltissimo, abbracciando Villa che stava per ripartire spedito verso la metà campo avversario. Sarebbe stato corretto, anche in questo caso, un provvedimento disciplinare.
Al 43′ grave errore da parte del direttore di gara, che interrompe la discesa di Molina, involato in solitaria verso l’area avversaria, per assegnare un calcio di punizione alla formazione granata. Mazzoni avrebbe dovuto applicare la regola del vantaggio, permettendo al centravanti argentino di concludere la propria azione.
Al 47′ Arena diventa il primo ammonito della gara, dopo essere intervenuto in maniera imprudente su Casasola nei pressi del centrocampo. Dopo aver fatto continuare la gara per altri quattro minuti al termine dei 45′ regolamentari, l’arbitro mette fine alla prima frazione e manda entrambe le squadre all’interno degli spogliatoi.
Secondo tempo
All’85’ anche Miceli si iscrive all’elenco degli ammoniti, diventando il primo sanzionato della formazione siciliana. Troppo larghe le sue braccia che, in un contrasto aereo, colpiscono il capo di Lescano. Giustissimo, in questo frangente, il provvedimento disciplinare.
All’87 è irregolare la rete del vantaggio granata, siglata da Villa con un sinistro deviato dal limite dell’area di rigore. L’infrazione è da ricercare all’inizio dell’azione, quando Capomaggio serve Quirini sul laterale destro. Nonostante si parli di pochi centimetri, la posizione del numero 24 granata è al di là della linea del penultimo difendente del Catania, dunque è corretta la segnalazione del primo assistente, che suggerisce all’arbitro di non convalidare la marcatura. All’FVS anche il quarto uomo è d’accordo con la decisione di campo e fa cenno al direttore di continuare.
L’episodio più discusso della gara arriva al 93′, quando Antonucci viene atterrato da Di Tacchio all’interno dell’area di rigore siciliana. Il pestone del numero 14 è netto, dunque non sarebbe stato scorretto assegnare un calcio di rigore alla formazione di Cosmi. L’arbitro, però, dopo essere stato richiamato all’FVS dalla panchina granata, decide, come in precedenza, di non assegnare nessun calcio di rigore e di far proseguire il gioco da dove si era interrotto.
Dopo cento giri d’orologio Mazzoni fischia per tre volte, mettendo la parola fine a Salernitana-Catania.