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Mezzaroma: “Evitare buco di centinaia di mln. Noi con protocollo simile a quello del Napoli”

Dopo il rinvio del consiglio federale che avrebbe dovuto tenersi venerdì, il mondo del calcio continua a prendere tempo. La Salernitana si unisce al coro della Lega B e della massima serie che vorrebbe fare di tutto per tornare a giocare. A ribadirlo è il co-patron granata, Marco Mezzaroma, intervenuto stasera sulle frequenze di OttoChannel.

“Stiamo vivendo una fase eccezionale e il calcio è un comparto che ha valenza economica non indifferente. Bisogna cercare di ricominciare, faticosamente, con qualche incognita. Il 18 dovrebbero riprendere gli allenamenti collettivi che sono la base minima di lavoro per una squadra di calcio. Poi, si valuterà entro maggio se ci sono le condizioni per riprendere in sicurezza a giocare. È una variabile che non controlliamo, dipende da decisioni altrui, su tutte quelle del Governo. – ha affermato l’imprenditore capitolino, che è anche vicepresidente del direttivo della Lega B, rispondendo alle domande del conduttore Giovanbattista Lanzilli nel corso della trasmissione Granatissimi – Questa non è una situazione a rischio zero. Virologi e politici ci dicono che dovremo convivere ancora per un po’ di tempo con il virus. Abbiamo potuto constatare che a livello statistico esso colpisce fasce di età di persone abbastanza avanti con gli anni. Noi invece parliamo di atleti mediamente molto giovani, costantemente monitorati. Io penso che la salvaguardia del sistema economico e la tutela della salute possano coesistere, se ci sarà buon senso”.

La Regione Campania è stata tra le prime a sollecitare il Governo nazionale all’estensione della possibilità anche per gli atleti di sport di squadra di allenarsi individualmente nei centri sportivi. “Trovavo paradossale che atleti professionisti non potessero allenarsi a livello individuale nei centri privati e potessero farlo al lungomare. – commenta Mezzaroma – A livello tecnico e logistico siamo pronti. Il protocollo proposto dal Napoli si avvicina molto a uno ipotizzato a marzo dalla Salernitana. Spero si possa riprendere prima possibile ed evitare soluzioni alternative che potrebbero creare qualche problema. Se il Governo dovesse sancire lo stop, non so cosa leghe e società potrebbero fare a livello giuridico. Quello che so è che molto probabilmente il sistema potrebbe non reggere. Già oggi e nei prossimi due anni avremo ricadute pesantissime con la prospettiva di poter ricominciare. Ci sarebbe un buco di qualche centinaia di milioni di euro. Siccome aiuti da parte dello Stato non se ne vedono, è facile tirare le somme di quello che potrebbe succedere. Per questo, con tutti i rischi del caso che uno deve cercare di abbattere il più possibile, la ripresa sarebbe necessaria per sostenere il sistema. In caso contrario, la vedrei veramente brutta”.

Il campionato potrebbe riprendere solo al centro-sud, un’idea che da settimane è balenata a molti: “Ne ragionavamo in Lega. Sicuramente giocare in regioni come la Lombardia può presentare fattore di rischio. Ho un ottimo rapporto col presidente della Cremonese che racconta cose abbastanza devastanti. Sicuramente si potrebbe organizzare un torneo nelle aree con meno rischi, con le dovute sanificazioni negli alberghi. Tra serie A e B parleremmo di 2-3mila persone interessate. Certo, senza pubblico è surreale. A mio modesto avviso, buona parte del prossimo anno sarà ancora a porte chiuse. Ma abbiamo il dovere di salvare il salvabile”.

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