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Metamorfosi Capezzi: poco presente con Ventura, titolarissimo con Castori

Poco sponsorizzato, ma tremendamente importante. Leonardo Capezzi è uno dei leader tecnici, ma silenziosi, della Salernitana targata Fabrizio Castori. Il centrocampista si sta prendendo la sua rivicinita, dopo sei mesi opachi sotto la gestione Ventura. L’ex Sampdoria era arrivato a Salerno nella sessione invernale di mercato 2020, operazione in prestito secco. L’obiettivo per il giocatore toscano era rilanciarsi dopo sei mesi negativi in Spagna, con la maglia dell’Albacete in Liga2. Con Ventura però Capezzi non è mai stato quell’uomo in più che tutti si aspettavano, per qualità e curriculum (un campionato cadetto vinto a Crotone nel 2015/16 e tre campionati di massima serie disputati). Con il trainer ligure l’ex Empoli ha raccolto infatti appena 7 presenze (254′ totali), con sole 2 titolarità; insomma una mancanza di continuità che non ha aiutato il giocatore. Ma le qualità non erano di certo svanite.

Allora la Salernitana in estate ci ha riprovato e, dopo un lungo tira e molla, ha riportato Capezzi in granata. Operazione a titolo definitivo e contratto triennale al classe ’95, segno di fiducia e di grande aspettativa della dirigenza nei suoi confronti. E Fabrizio Castori ha puntato subito su di lui, schierandolo titolare in 13 partite e facendolo subentrare in 8. Il giocatore toscano è rimasto in panchina in appena tre occasioni, saltando per squalifica il match di Empoli dello scorso 17 gennaio. Dal gol contro il Lecce (l’unico finora) dello scorso 15 dicembre Capezzi è diventato praticamente inamovibile, confermandosi a suon di prestazioni. Corsa, dinamicità ed inserimenti nel suo bagaglio. In un paio di occasioni (contro Pisa e Spal) Castori è ritornato sui suoi passi, inserendo Capezzi a partita in corso al posto di un impalpabile Kiyine, schierato titolare. Il quasi ventiseienne (tra 19 giorni) è riuscito insomma ad imporsi in un centrocampo qualitativamente e quantitativamente più completo di quello dello scorso anno. Tanto lavoro e dedizione, null’altro per un ragazzo che non ama mostrarsi sui social, ma che sa quando lanciare messaggi ad una piazza in cui si è ambientato alla grande. Salerno è una piazza bellissima, calda e con tanta passione. Sono al secondo anno (o quasi) in granata e mi ricorda che al mio secondo anno in B, a Crotone, abbiamo fatto un miracolo: dovevamo salvarci e invece siamo andati in Serie A. Chissà che non sia di buon auspicio con i granata… Sarebbe eccezionale“, dichiarava la mezzala in un’intervista, lo scorso novembre, al quotidiano Il Mattino. La massima serie, appunto. Non un miracolo, ma certamente un sogno da regalare ai tifosi della Salernitana.

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