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L’ultimo bilancio dell’era romana: la A è costata quasi 20 mln, maxi entrata con Akpa

Tra stipendi dei calciatori, premi e salari di staff e personale, la promozione in Serie A dello scorso anno è costata 20 milioni alla proprietà Lotito-Mezzaroma.

È stato pubblicato il bilancio dell’US Salernitana al 30 giugno 2021, documento contabile ufficiale tra le cui note esplicative è riportato nero su bianco anche il passaggio delle quote al neo presidente Danilo Iervolino. Come precisato nell’introduzione, l’Organo Amministrativo ed i Sindaci revisori sono entrati in carica il 25 giugno 2021, per cui gran parte dell’esercizio che si chiude al 30 giugno 2021 è riferito alla gestione del precedente Organo Amministrativo e della gestione ordinaria Lotito-Mezzaroma prima del ricorso allo strumento del Trust, fondamentale per l’iscrizione in massima serie. Proprio l’improvvisa interruzione con la precedente compagine di controllo ha generato evidenti conseguenze: la discontinuità organizzativa, il trasferimento di tutte le funzioni precedentemente esternalizzate e la difficoltà nella redazione del bilancio relativo ad un’annualità praticamente sconosciuta a chi è stato chiamato alla compilazione. Sono queste alcune delle motivazioni che hanno prodotto un ritardo di 21 giorni nell’approvazione del bilancio, stando a quanto scritto nella relazione di Ugo Marchetti, ex amministratore del club che ha redatto e firmato il documento proprio nel giorno in cui, nello studio del notaio Coppa a Scafati, Iervolino aveva messo l’autografo sull’atto d’acquisto della società.

Perdita di 1,6 mln e i costi

Ad ogni modo l’esercizio 2020/2021 si chiude con un risultato netto negativo di 1.611.000 euro. Il valore della produzione dell’US Salernitana è di 13,96 milioni di euro. Il fatturato è costituito per 2.14 milioni (in piena emergenza Covid e con stadi quasi sempre chiusi o a capienza ridotta) da diritti radiotelevisivi della Lega, per 3.26 milioni da sponsorizzazioni, da 5,22 milioni da contributi della Lega in conto esercizio. I costi operativi ammontano a 24,381 milioni di euro, di cui 20,12 per costi del personale con 54 persone sotto contratto a vario titolo (dettagliatamente, per gli stipendi calciatori 10,9 milioni a cui aggiungere i bonus di 5,8 e il milione e 100mila euro per lo staff); 2,55 milioni relativi a oneri per servizi esterni e 715.000 euro per materiale sportivo. Nei costi figurano anche 304mila euro spesi in premi di preparazione relativi a calciatori. I costi per servizi ammontano a 2,5 milioni: ben 883mila euro per spese amministrative, 444mila euro di costi per i tesserati, principalmente spese mediche (e tamponi), 563mila euro per vitto, alloggio e locomozione gare-ritiri anche delle giovanili, 247mila euro per le intermediazioni dei tesserati, 113mila euro per il servizio biglietteria e controllo ingressi, 120mila per pubblicità e promozione, 109mila di spese assicurative. E ancora, 310mila euro per godimento bendi terzi, dai led a bordo campo alle auto aziendali.

La maxi entrata

 

I proventi netti da cessione calciatori sono di 11,92 milioni, principalmente legati al trasferimento di Akpa Akpro alla Lazio. La plusvalenza è iscritta subito a bilancio anche se sarà poi maturata nel  corso del quadrienni successivo nella sua interezza, al primo punto della Lazio in ogni stagione di riferimento. È precisato che senza l’emergenza sanitaria che ha ridotto anzi prosciugato gli incassi da botteghino, la società si sarebbe trovata in equilibrio economico. La perdita in termini di mancati introiti è stimata intorno ai 2 milioni di euro in considerazione delle medie degli anni precedenti e della previsione che un anno di campionato di vertice avrebbe portato più pubblico sui gradoni.

I ricavi

Lo Stato Patrimoniale del club al 30 giugno 2021, in virtù della perdita di 1.611.000 euro, presenta un totale di attività e passività pari a 32.289.836 euro. Nell’esplicazione dei rapporti con le parti correlate, si precisa che la Salernitana ha intrattenuto rapporti con la SS Lazio Marketing & Communication Spa, ottenendo ricavi per 1,45 milioni di euro (voce ormai consolidata negli anni per “utilizzo dei diritti commerciali, pubblicitari e di sponsorizzazione”), un credito di 700.000 euro ed un debito per 200.000 euro. Rapporti anche con la SS Lazio per ricavi di 1,5 milioni di euro (premi di valorizzazione) e 11,9 milioni per le plusvalenze di calciatori (già citato il caso Akpa). Infine rapporti con la Morgestern SpA per un credito di 40.000 euro. Il valore netto degli oneri capitalizzati relativamente ai “beni immateriali” è di 252.000 euro e si riferiscono al perfezionamento dell’impegno di acquisto stipulato il 12 luglio 2012 con la Energy Power. I ricavi da merchandising ammontano a 172.000 euro.

Debiti

Al 30 giugno 2021 i debiti tributari ammontano a 5,6 milioni per lo slittamento delle scadenze sulle ritenute dei dipendenti a seguito della pandemia e per il debito IRAP. Altri debiti da saldare entro l’anno verso i fornitori ammontano a 4,3 milioni: (in compensazione con i crediti) con il comune di Salerno c’è oltre un milione, poi 350mila euro con Cosat per il trasporto della squadra. Nella voce debiti verso altri finanziatori spiccano i 7,5 milioni frutto di anticipazioni auto liquidanti su crediti futuri rinvenienti dalla Lega B. La Salernitana ha anche un debito verso banche di 1,6 milioni dovuto all’accensione di un mutuo.

Contenziosi

Nel bilancio sono riportati i contenziosi aperti dall’US Salernitana. Tra le cause che vedeva il club parte attiva, c’è quella con la Gianto SRL (per una penale di 2.32 milioni di euro) per tardiva consegna nel materiale Givova e quella con Seleco SPA (in fallimento) per la sponsorizzazione 2018/19. Dalla curatela fallimentare sarebbero stati recuperati 250mila euro sugli oltre 600 per i quali la Salernitana è stata ammessa. Le cause passive riguardano invece i rapporti col Comune di Salerno per 33.570 euro per i servizi di ordine pubblico prestata in occasione di alcune gare casalinghe, e con Alessio Cerci per presunte “violenze” cui sarebbe stato sottoposto dall’allora DS per indurlo alla firma del contratto nella stagione 2019/20. Causa poi risolta in arbitrato che ha dato ragione al club. Presenti anche tre procedimenti con la International Football Management per i mandati dei contratti di Casasola e della meteora Maoudo Diallo Ba (una presenza in Primavera l’anno scorso). Risolti, invece, mediante accordi transattivi, quelli con i procuratori Romualdo Corvino (215mila euro dopo le rescissioni di Billong e Schiavi), Diego Nappi (60mila per il contratto di Walter Lopez) e Mirko Pagliochini (20mila, operazione ingaggio Curcio), con la ditta Cosat automezzi (200mila) che detiene la proprietà dell’autobus sociale e con l’avvocato Leonzio Capobianco, ex dirigente del club, che ha ricevuto 30mila euro (sugli 83mila richiesti) per consulenze legali.

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