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Lotito: “In B troppe società per poche risorse. A Salerno ho tracciato un percorso e costruito strutture”

Claudio Lotito torna a parlare e lo fa in occasione di uno spazio intitolato “Il futuro del calcio in Italia”, chiudendo la giornata di ieri della scuola di formazione politica, organizzata vicino Roma dal centro studi Aldo Moro. Il numero uno biancoceleste e co patron granata ha affrontato l’argomento società, parlando in particolare delle squadre cadette, e ha aperto una parentesi anche riguardante la Salernitana: “Noi abbiamo un sistema con troppe società professionistiche e le risorse che sono a disposizione non sono sufficienti per consentire l’autoconsistenza economico finanziaria del sistema stesso. Dobbiamo ridurre il numero delle società, non per eliminare gli scomodi, per far sì che non intervengano nel sistema società che non sono all’insegna della trasparenza, della correttezza e soprattutto del rispetto delle regole. Perché quando uno non ha le risorse poi si deve inventare qualcosa per sopravvivere. Questo è sbagliato, vanno garantite invece le risorse per sopravvivere a chi merità. Una società di serie B non può vivere con quattro milioni di mutualità perché la squadra costa minimo dieci milioni. Ciò significa che un proprietario di una squadra di B deve mettere circa cinque milioni ogni anno nel sistema. Io oltre alla Lazio ho anche la Salernitana. Ho fatto quella scelta per cercare di dare voce a un territorio che dal punto di vista calcistico era fallito. Presi la squadra in Eccellenza portandola in B in quattro anni, vincendo il campionato di Serie D, il campionato in C2, la Supercoppa di Lega in C1 che il club non aveva mai vinto in 100 anni di storia, la Coppa Italia in C1. Ho creato un percorso, costruendo delle strutture”.

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