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Il salernitano D’Ambrosio (segretario Torino): “Ventura uomo giusto, è schietto e preparato”

C’è un pizzico di Salerno nel nuovo Torino di Urbano Cairo. Il club granata infatti ha recentemente annunciato la promozione a segretario generale del salernitano Vincenzo D’Ambrosio il quale lavora all’ombra della Mole da fine luglio 2011, dopo aver chiuso l’ultimo cartone del fallimento di Lombardi e l’ultima tapparella della sede di via San Leonardo, dopo aver pianto sulla spalla del professore Zeoli ma senza mai dimenticare il granata di Salerno “dove ci sono il mio cuore, la mia città, la mia famiglia, la mia centenaria, la Salernitana”.

Intervistato da Il Mattino, D’Ambrosio ha commentato l’ingaggio di Ventura da parte dell’ippocampo: “Gian Piero Ventura è l’uomo, il tecnico e il professionista che serviva alla Salernitana. Sa tirare fuori il meglio da ogni calciatore, sa trasformare anche calciatori normali, qualcuno pure mediocre, in eccezionali. Al Torino c’era anche tanta qualità e il mister ha avuto occhio lungo: molti atleti, durante la sua gestione, sono rinati oppure esplosi, contribuendo in maniera determinante alle fortune del club. Ventura è un uomo di calcio che vuole stare in campo e che ama il proprio lavoro. Il fatto stesso che abbia accettato Salerno, nonostante non avesse bisogno necessariamente di rimettersi in gioco perché tutti lo conoscono, certifica la grande determinazione di un uomo perbene, un tecnico di qualità”.

A Torino ha condiviso tante riunioni con l’ex ct e il suo staff: “É la sua famiglia calcistica – dice l’ex segretario del settore giovanile della Salernitana dal quale sono venuti fuori, tra gli altri, Molinaro, Schiavi, Rispoli, Piccolo, Mazzeo, i fratelli D’Ambrosio – Conosco Rodoni, Zinetti, Innocenti, gente che la partita la viviseziona prima e dopo. Sullo è andato al Padova e ora a Salerno c’è De Patre che completa lo staff. Con il contributo di tutti e dei tifosi, Gian Piero Ventura potrà essere grande protagonista della Salernitana”

La chiosa finale: “Da salernitano non posso risparmiarmi dal fare gli auguri alla Salernitana per il suo centenario, perché soltanto chi ha vissuto quegli anni stupendi della gestione e presidenza Aliberti può capire che cosa c’è nel cuore e che cosa era stato costruito, lavorando sodo. La Salernitana in quegli anni era una realtà di riferimento anche nel settore giovanile: riusciva ad imporsi all’attenzione generale ed a sovrastare anche realtà più ricche e più grandi, perché all’epoca tanti giovani calciatori preferivano la Salernitana alla vicina Napoli”.

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