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Il pagellone di Spezia-Salernitana: Kastanos spento, i cambi non migliorano

BELEC 6. Lo salva la traversa al 27′. Nel secondo tempo è super su Nzola e Salcedo, poi su Maggiore. Non può nulla sul destro preciso e potente di Kovalenko.

GYOMBER sv. Abbandona la contesa dopo 20′ per un problema muscolare. L’aveva iniziata come sempre: attenzione e generosità ma anche un pizzico di eccessiva frenesia. (dal 20′ st KECHRIDA 4,5. Entra a freddo. Si becca i rimbrotti di Strandberg sul posizionamento in fase di contenimento. Suo il primo tiro in porta di marca granata alla mezzora, suo l’assist per la pericolosissima occasione capitata a Simy otto minuti dopo. Subito pimpante in fase di spinta a inizio ripresa. Forse troppo: perde palla in avanti e genera la ripartenza del pareggio. Il controllo orientato di Kovalenko lo manda al bar. Ancora piuttosto acerbo in fase difensiva per il nostro calcio).

STRANDBERG 6. Cerca di chiudere ovunque, anche quando non toccherebbe a lui. L’unico tranquillo in un reparto un po’ agitato e frenetico. “Consigli” anche accesi un po’ per tutti lì dietro. Al solito, leader elegante e intelligente, annulla letteralmente Nzola nel primo tempo. Unico errore al 37′, quando con un colpo di testa troppo sufficiente rischia di regalare palla allo Spezia. Predica, però, nel deserto.

GAGLIOLO 5,5. Rischia la frittata intorno al 10′ andando a pestare i piedi a Strandberg con Nzola pronto a ripartire. Il norvegese lo riprende. Prende un pestone ma stringe i denti. Sembra ansioso, però se la cava con un po’ di mestiere in situazioni calde.

RANIERI 6. Comincia inevitabilmente basso. Ci mette una pezza in diagonale difensiva. Incide sull’azione del vantaggio: dal suo mancino parte il cross che Obi appoggia per il gol di Simy. (dal 39′ st ZORTEA 4,5. Entra e cerca inutili piroette. Serve concretezza).

M. COULIBALY 5. Confuso e distratto in avvio. Poi il motore diesel si accende col passare dei minuti a cavallo tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, salvo poi andare di nuovo in… panne. Spende un giallo evitabile. In ritardo sul secondo gol spezzino (dal 40′ st VERGANI sv. Mossa disperata nel finale, mai nel gioco).

DI TACCHIO 5,5. Più muro che impostatore. Fondamentale in un paio di circostanze nell’impedire conclusioni a botta sicura agli avversari. Diga utile anche sulle palle inattive a sfavore, però poi serve anche altro. E il capitano non ce l’ha. Finisce, per giunta, la benzina troppo presto.

KASTANOS 4,5. Da mezzala si trova spesso a dover fare il passaggio decisivo, poco lucido nelle scelte e un po’ in debito di ossigeno nei momenti clou. Il copione si ripete anche nel secondo tempo, cambio giusto (dal 22′ st SCHIAVONE 5. Si piazza play, ma è sotto ritmo e spesso costretto al fallo).

OBI 5,5. Trequartista di… rottura. Va a mordere su Kovalenko, qualche incertezza dalla cintola in su, prima di fornire il preziosissimo assist del vantaggio a Simy. Via via, però, si spegne.

SIMY 6. Decisamente più in palla, anche più nel vivo della lotta, rispetto alle precedenti apparizioni. Lo si vede da subito, da un gioco di prestigio al quarto d’ora per liberarsi di un avversario. La dedizione, la pazienza e anche il coraggio avuto da Castori nelle gare precedenti per dargli fiducia, vengono premiate al 39′, quando si sblocca e fa secco Provedel dopo averlo dribblato; importante anche il lavoro fisico del nigeriano su Nikolau per liberarsi. Pochi minuti prima il portiere spezzino si era superato sul suo destro di prima intenzione. Nel secondo tempo un bel pallonetto smarcante per Djuric, poi però si spegne totalmente e neppure l’ingresso di Gondo al suo fianco gli dà altra benzina.

DJURIC 6. Sforna continuamente la specialità della casa in una partita di sofferenza come questa: protezione palla e scarico, oppure fallo guadagnato. Simy lo invita all’estirada a inizio ripresa a tu per tu con Provedel, per pochissimo non ci arriva. (dal 22′ st GONDO 5,5. Prova a proporsi, ma è pasticcione ed irruento. Ci prova con un sinistro a giro a inizio recupero, palla fuori non di molto).

ALL: CASTORI 5. Le tante assenze lo inducono a schierare un attacco di torri, ma la sorpresa è Obi inizialmente trequartista, con Kastanos mezzala. Alla vigilia era preventivabile l’opposto, ma il rombo è comunque quello immaginato. La difesa, pur con un pizzico di fortuna e confusamente, fa quel che deve ma poi la squadra non è in grado di andare in contropiede. Le assenze, in questo, pesano. Va avanti anche un po’ a sorpresa, poi il diesel sembra partire. A inizio ripresa, però, è lo Spezia a colpire… in contropiede. Mette dentro Gondo e Schiavone, togliendo uno spento Kastanos ma anche un Djuric che avrebbe potuto ancora dare qualcosa alla causa: di fatto, il modulo diventa 4-4-2. Kovalenko trova il jolly e la mossa della disperazione è Vergani per una sorta di 4-3-3. Tutto inutile, la Salernitana perde una partita in maniera molto ingenua. Era stata capace di andare oltre l’emergenza, ma si è fatta male da sola. Al netto degli assenti, nota negativa legata alla condizione fisica che invece aveva sempre contraddistinto i suoi uomini, che si spengono troppo presto, incapaci di trovare una reazione al risultato negativo.

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