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Editoriale

Il mercato… mancato, le operazioni con la Lazio e i messaggi in sospeso del club

Il segnale a metà: Capezzi e poi la secchiata d’acqua fredda della cessione di Cicerelli alla Lazio. Un Casasola bis che ha fatto storcere il muso alla tifoseria granata, proprio sul gong di un mercato di riparazione che avrebbe potuto (e dovuto) inviare messaggi ben precisi alla piazza e al campionato. E che invece lascia tutto in sospeso nelle mani dei calciatori di Ventura. Intendiamoci: sarebbe stato lo stesso anche se la Salernitana avesse ingaggiato un attaccante dal comprovato feeling con le porte avversarie, sia ben chiaro, perché bisogna sempre fare sul campo i punti e i conti. Partita dopo partita, non sulla carta delle trattative o degli ingaggi. Ma il segnale che ci si aspettava (o forse si sperava) sarebbe stato diverso. La sensazione è che la proprietà capitolina non abbia voluto spingere sull’acceleratore nella campagna rafforzamenti: chissà se sarà davvero raggiante mister Ventura, che chiedeva “almeno due elementi in grado di innalzare il tasso tecnico della squadra” e si è ritrovato Aya (quasi trentenne ed esordiente in B in questo campionato, pur ben giocato nella prima parte col Pisa ndA), Curcio (svincolato dal Brescia) e Capezzi (quest’ultimo certamente un giocatore di spessore per la categoria, ma a cui è mancata continuità negli ultimi due anni).

Delle due l’una: o la Salernitana ritiene che con la rosa composta al gong del 31 gennaio possa tranquillamente lottare “per il massimo obiettivo sportivo, ovvero la promozione in Serie A”, oppure c’è qualcosa che manca. Che non è stato fatto. Per Fabiani, “non c’erano altri giocatori in giro, chi ha gli attaccanti se li tiene stretti”. Il direttore generale, però, ha anche più volte sottolineato la necessità di “pensare a fare i 48 punti che servono per la salvezza il prima possibile, poi si vedrà per il resto. Se avessi avuto la possibilità di prendere Zoff, avrei preso lui al posto di Micai”, in risposta a chi lo sollecitava sugli obiettivi stagionali, sui mezzi tecnici per raggiungerlo e sul comunicato societario dello scorso aprile. Che il diggì ha provato a…  “ridimensionare”: “Chi scrive i comunicati è diverso da chi parla. Ero presente alla famosa riunione con i tifosi a Roma e fu detto che sarebbe stata allestita una squadra per lottare per i massimi obiettivi e ciò è stato fatto”. Eppure chi scrive i comunicati è la stessa società che parla. O almeno così dovrebbe essere. E se così non fosse ci sarebbe qualche problema di… “comunicazione” interna. In ogni caso, e nonostante gli artifizi lessicali ed oratori del dirigente granata nel tentare di correggere il tiro di  un comunicato ufficiale del club, il senso resta lo stesso. Anzi. Per certi aspetti l’intervento del management rafforza le dichiarazioni della proprietà quando Fabiani afferma che è stato fatto tutto per costruire e migliorare (visto che usciamo dal mercato di riparazione) una squadra che può lottare per i massimi obiettivi. Con la Salernitana al quarto posto in classifica, a tre soli punti dalla promozione diretta, il “massimo obiettivo” non può non essere la massima serie. Ma dal mercato ci si aspettava di più. La punta, ma anche un terzino destro di ruolo che potesse garantire a Ventura la possibilità di cambiare anche spartito tattico, passando ad una difesa a quattro senza dover adattare (o disadattare) qualcuno in un ruolo non suo. Ma tant’è. Il popolo granata non ha certo fatto i salti di gioia.

Soprattutto sul web è emerso tutto il malcontento della tifoseria sulla conduzione del mercato di riparazione della Salernitana. C’è di più. C’è anche la spada di Damocle di una “dipendenza” dalla consorella Lazio che pende sulla testa dell’ippocampo e che si è materializzata ancora una volta con le tante operazioni fatte con il club capitolino. Ultima in ordine di tempo quella di Cicerelli, passato in riva al Tevere – sponda biancoceleste – e lasciato in prestito alla Salernitana fino a giugno. Una manovra che fa il paio in carta carbone con quella di Casasola dello scorso anno. Un’operazione che era stata ipotizzata (e forse fin troppo pubblicizzata) con Jallow e che invece si è fatta con Cicerelli oltre che con i baby Novella e Marino ed il giovane Morrone (poi ceduto in prestito al Rieti). Invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, è la regola della proprietà commutativa in aritmetica ed è sempre valida (oltre che attuale). Come sempre adesso la palla passa al campo. Come sempre sarà il terreno di gioco l’unico vero giudice, capace di emettere un verdetto – insindacabile – su quanto è stato fatto fino ad oggi.

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