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I pullman “passano”, la torcida resta.. ma che esplosione di gioia granata al Marulla!

“Pirati dei Caraibi..La maledizione della prima luna”. Magari, del “primo pullman”. O meglio, la maledizione della “prima trasferta” di campionato. Non sarà stata di certo la piccola nave inglese con a bordo Jack Sparrow, ma la trasferta dei 900 e più pirati (cuori) granata che comincia tra mille peripezie. Ma i pirati della Salernitana alla fine hanno affiancato la loro Elizabeth Swan, in un finale d’amore degno di un Oscar. Non sono stati i guasti ai pullman partiti e organizzati da Salerno e nemmeno i pit-stop, a non permettere alla torcida granata di partecipare alla sfida sugli spalti al San Vito-Gigi Marulla contro il Cosenza di mister Braglia. La carica del vero capitano di una nave appena partita – l’elegantissimo mister Gian Piero Ventura – ha dato i suoi primi frutti. Le sirene suonate dal tecnico della Salernitana sono state recepite e in 909 hanno voluto affiancare la squadra in un sabato sera da veri e propri leoni,  nella tana del lupo che ha contato 9964 spettatori totali. “Maciniamo kilometri..” si cantava un po’ di tempo fa. Ed è proprio tanto tempo che i seguaci dell’ippocampo sono tornati in massa in trasferta, mettendo da parte rancori e divisioni dell’ultimo periodo. Una ferita in via di guarigione, che però permette ancora ad alcuni di tenere quegli striscioni a testa in giù, in segno di protesta contro la società granata. Perché la cura sia efficace rispetto alla malattia. Ma i cuori granata al seguito della squadra, quella malattia la conoscono bene e sanno anche come curarla. Mettendo da parte i rancori, un panino, una birra: “Si parte, a cantare, le bandiere le avete prese? Ricominciamo a macinarli quei kilometri”. E così è stato. Il pubblico ha risposto presente, nonostante l’avventuroso percorso. Sarà diventata per caso una vera e propria prassi quella di fermarsi a metà strada? Sarà sicuramente per testare la tenacia e la determinazione di questi tifosi, che in tenacia e determinazione alla fine si sono laureati a pieni voti. Lo hanno raggiunto il San Vito, alcuni prima, alcuni dopo. Ma ci sono stati. E nonostante la rivalità tra le due tifoserie, il clima mite è stato ancor di più riscaldato dalle voci, dalle mani, dagli applausi. Dall’inizio alla fine. Nonostante la destinazione non sia stata facile da raggiungere. Una trasferta partita “male” dalla prevendita, con i tifosi salernitani che sono stati costretti a raggiungere Cosenza soltanto con i bus organizzati. Gli stessi bus “sviscerati” non appena oltrepassati i confini calabri con i controlli a tappeto, uno ad uno, di chi era a bordo. Dopo i pit stop obbligati dunque, altri minuti preziosi tolti al raggiungimento della propria “amata”. Ma lo spettacolo è tutto sugli spalti. Si alza il sipario, nonostante il ritardo. Soltanto perché le cose più belle si fanno sempre attendere. Botta e risposta tra i gradoni, tra i seguaci dell’ippocampo e i calabresi che non fanno a meno di far sentire la propria voce. A fare eco un’onda granata, tra le bandiere sventolanti e i tamburi. “In alto le mani, fuori la voce” alla lettera. A dare il vero e proprio “via” all’esplosione di gioia è stato Marco Firenze, con un gol a pochi minuti dalla ripresa. Ed è stato proprio il secondo tempo a rendere protagoniste le 900 voci granata, che si sono sentite forti e chiare, a tratti sovrastando  quelle dei tifosi di casa. Così come al triplice fischio finale, al Marulla la gioia e le voci sono tutte dal retrogusto.. granata. Giocatori e mister abbandonano il rettangolo verde, in un caloroso abbraccio, non prima però di salutare chi li ha seguiti fin dentro la tana..dei lupi. La “ola” sotto il settore ospiti e i cori contro la società granata: “La Salernitana siamo noi”. Gli uomini restano, lungo la strada, nonostante gli ostacoli. Ma così..”Che bello è..”.

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