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Papà Perotti a Salerno per sostenere Diego: la storia della promessa a Maradona ai tempi del Boca

Dopo gli ultimi positivi risultati della Salernitana, la stampa nazionale ha elogiato il clima che si respira all’Arechi, definendo nuovamente la tifoseria granata come la più “argentina” tra le curve italiane. Ed il legame tra Salerno ed il Sudamerica pare avere radici profonde e lontane.

Non è casuale la visita in città di Hugo Osmar Perotti al figlio Diego, immortalata sui profili social con uno scatto tutto “albiceleste” insieme a Federico Fazio. Hugo ha raggiunto Salerno in un momento particolare per il numero 88 granata, che potrebbe tornare a disposizione di Davide Nicola per questo rush finale di campionato, dopo un infortunio che ha rischiato di fargli chiudere anzitempo la stagione.

Perotti è figlio d’arte, perché anche il padre è stato ai suoi tempi calciatore, pilastro del Boca Juniors (140 presenze con gli xeinezes) e capace di collezionare due gettoni con la maglia della nazionale argentina. Classe 1959, anche Hugo era attaccante, ma la storia che in pochi conoscono è quella dell’incrocio con Diego Armando Maradona nel campionato argentino 1981-82, l’unico disputato dal “Pibe de Oro” con la maglia del Boca, uno degli ultimi per Perotti senior. In quegli anni la formula del torneo era diversa da quella dell’era recente, con “Apertura” e “Clausura”, vi era invece una fase a girone unico, il “Trofeo Metropolitano”, ed una a raggruppamenti da sette squadre, il “Campionato Nacional”.

Il Boca Juniors si presentava ai nastri di partenza forte dell’arrivo di Maradona, giunto in prestito dall’Argentinos Juniors al termine di una trattativa estenuante durata oltre 30 ore e con firma del contratto in diretta tv. Il presidente Martin Benito Noel spalancò il portafogli per quell’operazione: 4 miliardi di lire, il cartellino di 5 calciatori, il pagamento di un debito che l’Argentinos aveva con la Federazione argentina di 400 milioni di lire. Senza considerare poi il lauto ingaggio del “Pibe”. In campo Maradona era libero di esprimersi senza vincoli tattici: sulla carta il tandem offensivo composto da Escudero e Hugo Perotti veniva supportato da Miguel Angel Brindisi. Formula azzeccata, visto che Maradona sfornò assist a ripetizione e si rivelò cannoniere del Boca con 17 reti in 28 partite, trascinando i suoi in un entusiasmante testa a testa con il Newell’s Old Boys.

 

Nella giornata numero 32, il 2 agosto del 1981, l’asse Maradona-Perotti regalò un successo decisivo al Boca: nella complicatissima gara contro il Ferro Carril Oeste, in uno stadio ribollente di passione, i padroni di casa soffrirono l’inizio del Ferro Carril (terza forza del campionato), aggrappandosi ai guantoni del mitologico portiere Gatti “Il Matto”. Dopo tanta sofferenza il guizzo vincente: assist illuminante di Maradona che di sinistro si inventa un filtrante per Hugo Perotti che sempre di sinistro fulmina il portiere in uscita e regala due punti vitali per il Boca. Il punto decisivo per il titolo arriva nell’1-1 interno con il Racing. In pochi sanno che quel testa a testa così combattuto rappresentò la cornice in cui Hugo Perotti e Maradona strinsero un patto con una promessa, mantenuta poi il 26 luglio 1988, quando nacque “Diego” Perotti, il cui nome fu scelto in onore del “Pibe”.

El Monito, quindi, deve il suo nome di battesimo a Maradona, come tanti suoi coetanei figli di appassionati del gioco più bello del mondo. Con la differenza che Hugo è stato di Maradona amico e compagno di squadra.

 

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