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Gravina: “Piano B playoff e playout, ultima opzione classifica con algoritmo. Possibile cambio format per l’anno prossimo”

È un Gabriele Gravina disteso e positivo quello che parla pochi giorni dopo l’ufficializzazione della ripartenza del calcio italiano. Il presidente della FIGC si è concesso, per circa trenta minuti, a SkySport24, toccando vari temi, cominciando dalla più stretta attualità, ovvero il ritorno in campo e le conseguenze sportive in caso di nuovo stop: “Restiamo sempre attenti, siamo in una fase meno complessa, ma comunque delicata. Ora dobbiamo programmare ed organizzare la ripartenza, i rischi restano comunque alti. Sappiamo le date di A e B, non ancora la C. Ieri ho partecipato al Consiglio di Lega Pro e un ipotesi è il 28 giugno. C’è l’opzione playoff e playout, ne parleremo l’8 giugno nel Consiglio Federale. Il piano B è stato invocato ma lo abbiamo limitato. La nostra alternativa è chiara, in caso di sospensione della regular season e con l’impossibilità di completare il campionato sul campo, si farà ricorso a playoff e playout per tenere un risultato con merito sportivo. In caso di interruzione definitiva servirà un algoritmo da limare che dovrà tenere conto di vari fattori ed elementi oggettivi di classifica. Lo proporremo nel Consiglio Federale. In caso di stop ci sarà sì la cristallizzazione della classifica, ma ci sarà tale algoritmo che proietterà quella classifica a fine campionato”.

Insomma il Consiglio Federale dell’8 giugno sarà una data spartiacque. Si parlarà della questione orari delle partite, dei possibili cambi di format e anche della spinosa problematica di contratti e prestiti in scadenza al 30 giugno che, in cadetteria, riguarda da vicino anche ovviamente la Salernitana: “Contratti e presiti sono un tema delicato, la Fifa ha dato indicazioni a cui ci siamo attenuti, è in atto un dialogo con l’AIC per modificare l’accordo collettivo e prorogare i contratti alla fine della stagione. Se la nuova stagione riuscirà a partire il 12 di settembre, intensificando le date nel periodo anche della sosta invernale, dovremmo riuscire a chiudere nei tempi giusti e previsti. La Federazione può adottare modalità di format differenti, l’auspicio e che ciò non serva. Ovviamente siamo pronti a valutare situazioni alternative”.

La ripartenza del calcio italiano è un segnale importante per tutto il paese e anche frutto del lavoro svolto: “L’Italia fin da subito si è affidata alla rete di relazioni ben coordinata dalla Uefa. All’interno delle big five non potevamo essere estranei alla ripartenza. Ci portiamo a casa un bel risultato a livello internazionale. Il calcio italiano ne esce in maniera rafforzata e armoniosa, l’incontro con il ministro Spadafora, a differenze delle tensioni passate, è stato di condivisione. Eravamo tutti più sollevati, siamo stati coerenti fin dall’inizio, il calcio ha preso coscienza e consapevolezza di vincoli e limiti. Abbiamo dialogato tanto con Spadafora, ci siamo confrontanti spesso all’interno settimanalmente. I momenti difficili non sono mancati, ma ne siamo usciti con forza e con la possibilità di mandare un messaggio di speranza al paese. I rischi, non dimentichiamolo, sono ancora presenti e vanno governati con senso di responsabilità e anche un po’ di fortuna”.

Il massimo esponente del calcio nostrano torna anche ai mesi scorsi, momenti difficili con la paura di non riuscire sportivamente a tornare alla normalità: “Ho temuto che non si riuscisse a ripartire certo, c’era tanta preoccupazione e difficoltà in un mondo dove siamo costretti a convivere con mecenatismo e cialtronismo. Abbiamo sempre cercato di mantenere la consapevolezza di dover ripartire per gli appassionati. Il calcio è il luogo dove si sviluppa la condivisione l’empatia, la dignità, la bellezza e soprattutto l’occupazione. Non sono valori monetizzabili, ma che hanno bisogno di rispetto. Ci sono stati momenti complessi e impegnativi, non solo per me e per il calcio, ma per il paese intero. Ci sono stati anche piccoli accenni di amarezza soprattutto nelle capacità di relazionarsi. Sono venuti fuori aspetti chiari ed evidenti, mostrando anche il volto di chi mi ci circonda, capendo tante cose, come l’esigenza di fare le dovute distinzioni tra persone. La situazione ha messo a nudo le fragilità di noi essere umani, personalmente mi ha reso più forte e deciso rispetto a prima. Il periodo mi ha fatto capire chi mi vuole bene e chi invece devo allontanare. I nomi li tengo per me perché sono rapporti relazionali personali. Voglio escludere riferimenti a contrasti di natura politica o ad altre ragioni, sarebbe una cosa grave. Il calcio è un cardine importante per lo sport, non solo economico, ha una multidimensionalità che merita grande rispetto. Le difficoltà di questi periodi mi auguro siano state solo di natura tecnica. Il mio agire è sempre stato ispirato da determinazione e prudenza per tutelare la salute”.

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