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AIC insiste: “No a partite pomeridiane, ne va della salute dei calciatori. Contratti questione giuridica”

“Togliere lo slot del pomeriggio e giocare solo nei due preserali e serali” sono idee molto chiare quelle del vicepresidente dell’AIC Umberto Calcagno, ribadite a Radio Punto Nuovo, in merito alla questione orari al ritorno in campo. Una questione di cui si parlerà nel Consiglio Federale dell’8 giugno: “Giocare alle 16-16:30 in certi periodi dell’anno – prosegue Calcagno – diventa un problema al Sud, ma anche altrove. Cancellare le gare di pomeriggio e giocare su più giorni è la soluzione migliore. È un modo per tutelare la salute dei calciatori che saranno sottoposti a un tour de force. La preoccupazione dei calciatori deriva dal fatto che nessuno ha esperienza rispetto a un periodo di inattività così lungo”. Altro argomento caldo è quello relativo ai contratti e prestiti in scadenza al 30 giugno, di cui ha parlato anche Gravina, tirando in ballo proprio l’Assocalciatori; questo il pensiero di Calcagno: “Bisogna capire che cosa si può fare giuridicamente. Se si scrivono cose non sostenibili da un punto di vista giuridico, diventano anche impugnabili. La mia idea, condivisa da tanti colleghi avvocati, è che non si possa influire su rapporti privatistici di lavoro e che quindi non può esserci un ente esterno che modifichi unilateralmente la durata del contratto”. Chiosa finale anche sui diritti tv: “La questione legata ai diritti tv può essere risolta solo dal Governo. Gli interessi economici in gioco sono elevati e non è giusto che qualcuno si avvantaggi o venga svantaggiato dalla ripresa. La ripresa è funzionale nel far ripartire il sistema, compresa Serie B e Serie C”.

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