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Emergenza fasce: Villa cala, Quirini non incide e la Salernitana è senza spinta

La sconfitta interna contro il Benevento riporta in primo piano uno dei problemi più evidenti della stagione granata: la mancanza di qualità sulle fasce. In un calcio in cui gli esterni rappresentano spesso la principale fonte di gioco offensivo, la Salernitana fatica a trovare spinta, ampiezza e cross per gli attaccanti.

Contro il Benevento la difficoltà è emersa con chiarezza. Quirini è apparso in costante affanno, risultando anche protagonista in negativo nell’episodio del rigore. Il suo utilizzo a singhiozzo (22 le presenze, appena 9 da titolare), non gli ha permesso di trovare continuità, ma quando chiamato in causa l’esterno non è riuscito a lasciare il segno. In un ruolo che richiede velocità e capacità di servire palloni pericolosi, pesa il dato degli zero assist e la difficoltà a incidere negli ultimi metri. Domenica a Trapani dovrebbe toccare ancora a Longobardi, rimasto in panchina lunedì, ma titolare nelle precedenti due gare. L’esterno napoletano pure vive un momento complicato, ha servito un solo assist; non sta, oggettivamente, pagando la scelta di prendere, in fretta e furia, appena dopo lo svincolo dal Rimini a dicembre.

Sull’altra corsia anche Villa vive un momento complicato. Nonostante sia uno dei più utilizzati, con circa il 90% dei minuti giocati (2824′, primo giocatore di movimento per utilizzo), il suo rendimento è calato progressivamente. Dopo un avvio discreto, in cui era riuscito comunque a incidere anche con alcuni contributi offensivi, il suo rendimento è calato drasticamente, senza riuscire più a garantire continuità né in fase di spinta né nella qualità degli ultimi metri. La sua presenza resta costante, ma la pericolosità è diminuita – l’ultimo assist lo ha servito nella gara col Sorrento del 25 gennaio – e la squadra ne risente. Certamente l’ex Padova è penalizzato dal fatto di non poter rifiatare, per l’assenza di un reale sostituto (Anastasio è stato quasi sempre utilizzato da braccetto). La sua presenza domenica al Provinciale non dovrebbe essere in dubbio.

Con il 3-5-2, inoltre, il peso del gioco offensivo ricade inevitabilmente sugli esterni, chiamati a garantire ampiezza e rifornimenti costanti per l’attacco. Proprio per questo la mancanza di incisività sulle corsie diventa ancora più evidente: senza spinta e qualità dagli esterni, la manovra finisce per svilupparsi centralmente, rendendo più semplice il lavoro delle difese avversarie e limitando le occasioni create. Senza l’apporto delle corsie esterne la manovra granata diventa prevedibile. Mancano l’uno contro uno, i cross e la capacità di allargare le difese avversarie. Un limite che si riflette sulla produzione offensiva e che, anche contro il Benevento, ha contribuito a una prestazione povera di occasioni.

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