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D’Ursi si accende, ma non è abbastanza: l’attacco granata stenta a decollare

Non l’avrebbe mai detto nessuno al preludio della stagione, ma ad oggi è sotto gli occhi di tutti: il reparto offensivo granata è sterile, nonostante l’altisonanza dei nomi. Gli attacchi granata appaiono molto spesso inconcludenti e gli unici pensieri alle retroguardie avversarie sono quasi sempre provocati dalle arrembate in avanti alla disperata ricerca della rete, che talvolta arriva più per stizza che per capacità di fare gioco e sfruttare gli spazi. A testimoniarlo sono i numeri: solo 8 gol realizzati da 4 attaccanti, che in totale hanno portato appena 7 punti in 11 partite.

Facundo Lescano ha bisogno che gli arrivino i giusti palloni negli ultimi 15 metri, altrimenti diventa un’arma a salve e la controprova più evidente è stata la prestazione messa in campo contro la Scafatese, in cui è apparso lento e prevedibile, soprattutto per la natura delle palle che gli arrivavano sia dagli esterni che dai centrocampisti. Dopo il gol col Bari, l’ex avellinese è rimasto a bocca asciutta con Casarano e Scafatese. Muhamed Varela Djamanca è invece come una scheggia impazzita, nel bene e nel male: troppo confusionario e incapace di dare i giusti riferimenti ai compagni, riesce di tanto in tanto a creare qualche grattacapo agli avversari, ma senza essere troppo pungente.

Con Antonino La Gumina fermo ai box, l’unico riferimento offensivo degno di nota è attualmente Eugenio D’Ursi: corre, crea movimento e sabato ha trovato anche una rete cercata e ricercata da inizio annata, dopo nove partite senza esultare. L’attaccante ex Sorrento è l’unico a prendere davvero il sopravvento nel corso della partita, anche concedendosi degli errori di valutazione e una mancanza di lucidità forse associabili al grande lavoro di corsa che offre nelle sue performance. Troppo poco però per una squadra che dovrebbe puntare ai vertici del campionato e soprattutto per degli attaccanti che, durante la scorsa annata, hanno fatto valere il peso dei propri gol. Per Cosmi o per chi lo sostituirà, è già delineato il lavoro che si dovrà fare per trasformare un reparto potenzialmente pericoloso in un colosso inarrestabile del girone C.

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