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Doppio ex Giannetti: “Si sente mancanza di un presidente. In granata andò male perché…”

L’ultima apparizione granata in Sardegna risale al 14 maggio 2016: Cagliari-Salernitana finì 3-0. I rossoblu di Rastelli erano impegnati nella corsa promozione, punto a punto col Crotone, il cavalluccio di Menichini invece a preservare la categoria. Entrambe riuscirono nella missione, anche se la Salernitana con molto più sudore.

“Sarà per me una partita particolare, siccome sono legato ad entrambe le squadre. Oltretutto sono andato in gol nell’ultimo confronto”, dice Niccolò Giannetti, che siglò la seconda rete quel giorno al Sant’Elia. “Spero di riuscire a guardare la gara – dice ai nostri microfoni la punta, che ora veste la maglia della Carrarese -. Mi aspetto un match combattuto perché entrambe sono in una brutta posizione di classifica”. Il classe ’91 ha vestito la maglia dei sardi dal 2015 al gennaio 2017 e nella stagione 2017/18 in massima serie: “Non mi aspettavo ovviamente che il Cagliari potesse fare così fatica, vista la rosa di tutto rispetto che ha. Mi aspettavo si potesse salvare tranquillamente e poi ambire a qualcosa in più; dovrà sudarsela. Con Joao Pedro ho giocato, è un grande amico. Negli ultimi anni è cresciuto tanto ed è diventato un giocatore totale, ha numeri importanti. Certamente sarà un pericolo per la Salernitana, ma il Cagliari ha qualità in tutti i reparti”.

Giannetti in azione contro la Cremonese (foto Francesco Pecoraro)

Giannetti ha commentato anche il momento della Salernitana, con i problemi derivanti, secondo lui, soprattutto dall’incertezza sul futuro societario: “Certamente le difficoltà per la Salernitana, da neopromossa, sono comprensibili. La squadra è stata fatta in pochissimo tempo e la situazione societaria non ha facilitato il lavoro della dirigenza. È partita in una situazione di svantaggio rispetto alle altre squadre, ma credo che possa giocarsela con Venezia, Empoli, Spezia, Genoa e tutte quelle in lotta. Se guardo i nomi vedo dei giocatori di esperienza che conoscono la categoria. I calciatori avrebbero bisogno di fiducia e serenità. I tifosi sono comprensibilmente preoccupati. Sono stati sfortunati nel non potersi godere la cavalcata promozione, visto che gli stadi erano chiusi, e ora in massima serie si aspettavano una squadra più competitiva. Il pubblico però può aiutare la Salernitana a fare punti pesanti, l’Arechi deve tornare un fortino. Con i problemi societari che ci sono, credo che mister Castori abbia fatto quello che ha potuto. Ha pagato la mancanza di risultati, ma nelle ultime partite avevo visto una squadra diversa, in ripresa sul piano di gioco. Sono rimasto quindi un po’ sorpreso dalla scelta di esonerarlo. La situazione societaria non permette alla squadra di essere tranquilla, non è semplice isolarsi. Certamente si sente l’assenza di una figura presidenziale. Lo scorso anno sentivamo molto la vicinanza dei patron e questo ci ha aiutato molto”.

Gli amici rimasti

Da attaccante Giannetti dice la sua anche sulla scarsa vena realizzativa degli avanti granata: “La differenza principale è che quest’anno la Salernitana lotta per la salvezza e lo scorso anno lottava per vincere il campionato. Agli attaccanti arrivano meno palloni giocabili e quei pochi dovrebbero essere capitalizzati al 100% e non è certamente semplice. In Serie A gli errori che commetti li paghi, in B non è sempre così. L’attacco della Salernitana è di tutto rispetto. Innanzitutto mi auguro che i miei amici Djuric e Gondo facciano bene. Bonazzoli mi è piaciuto tanto finora. In generale penso che nel reparto tutti possano giocare insieme, anche Djuric e Simy. Sono rimasto molto sorpreso dal fatto che Ribéry abbia accettato Salerno. È evidente che abbia ancora tanta voglia di divertirsi e di dimostrare che giocatore è, fisicamente l’ho visto molto bene. Dei miei ex compagni spesso sento Di Tacchio, Schiavone e Capezzi, hanno grande voglia e credono ancora nella salvezza. So che daranno il massimo perché la Serie A è una chance che si sono meritati”.

Rimpianti salernitani

L’esperienza del calciatore toscano con la Salernitana non è stata felice. Un’esperienza iniziata con una incoraggiante doppietta in Coppa Italia contro il Catanzaro nell’agosto 2019. Con Ventura prima e Castori poi, Giannetti è stato impiegato poco e ha segnato meno (4 le reti totali), fino all’addio a gennaio scorso per trasferirsi al Pescara (operazione che ha riportato a Salerno il difensore Jaroszynski) e poi alla rescissione contrattuale formalizzata ad agosto.

“Con mister Castori ho avuto un rapporto diretto, ognuno deve rispettare i propri ruoli. Anche se mi faceva giocare poco, io mi allenavo sempre in maniera professionale e davo il massimo in quei minuti che mi concedeva. Lo saluto con affetto. Come con affetto ricordo la città, dove mi sono trovato benissimo e dove ho lasciato tanti amici. Avevo iniziato bene con la Salernitana, poi qualche infortunio mi ha fatto arretrare nelle gerarchie ed è mancata un po’ di fiducia e di pazienza nei miei confronti. Sono esperienze che comunque aiutano. Non ero un fenomeno prima e non sono diventato scarso ora. Mi dispiace certamente non aver mostrato il mio reale valore e non aver contribuito in maniera significativa alla cavalcata promozione”.

 

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