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Donnarumma torna all’Arechi, Coda: “Schiavi sa come marcarlo”. Su Sannino e i gavettoni…

Lo scorso 21 settembre la Salernitana ha ritrovato sul proprio destino Massimo Coda, bomber del Benevento che fino a due anni fa vestiva la maglia granata. Con lui c’era anche Alfredo Donnarumma che all’ombra del castello Arechi ha avuto meno fortuna ma che lontano da Salerno sta convincendo tutti del suo talento. E chi meglio dell’attaccante metelliano può parla parlare di Alfredino, pronto a fare visita alla Salernitana nel posticipo col Brescia? “Donnarumma è un grande amico e ci facciamo i complimenti via messaggio, se uno di noi segna – ha confessato Coda in un’intervista realizzata dal collega Pasquale Tallarino per il quotidiano La Città -. L’anno scorso, Alfredo marcò visita all’Arechi per infortunio ma quest’anno ritorna da ex prima di me. Si gioca di lunedì sera ed è la volta buona: a Salerno ho preso casa e ci ritorno almeno due o tre volte a settimana, pure a fare una passeggiata o per una cena con i compagni di squadra Letizia e Buonaiuto. Dopo la partita con il Verona, è l’occasione giusta per fare un salto in tribuna all’Arechi”.

Da buon attaccante, Coda sa bene come fermare Donnarumma: “Si marca strettissimo, senza respiro. Schiavi sa come fare ma non è opera semplice, perché c’è sempre il pallone vagante e l’imponderabile, perché Donnarumma si è affinato anche come prima punta e l’area di rigore è casa sua. É un po’ come il gioco che facevamo nello spogliatoio: Alfredino si allenava per schivare il gavettone ma sapeva che prima o poi sarebbe toccato a lui. Entrava all’improvviso ed i bicchieri pieni d’acqua, adagiati sulla porta, gli cadevano in testa a ripetizione. Lui si arrabbiava, mi diceva ‘sei sempre tu’, però giocava meglio e faceva più gol. Ne abbiamo fatti tanti insieme e Menichini seppe valorizzarci: con lui diventammo tandem d’attacco. L’anno dopo, eravamo partiti per diventare la coppia più bella del mondo ma Sannino fece altre scelte. La partita più bella che abbiamo giocato insieme è stata la finale d’andata  playout con il Lanciano”.

Il Brescia era nel destino di Donnarumma: “Ricordo pure quella gara: a marzo 2017, sbloccai il risultato e Donnarumma subentrò. Sbagliò un gol facile ma poi riuscì subito a riscattarsi, realizzando il 2-0”. E se Coda e Donnarumma sono stati criticati in momenti diversi della loro esperienza in granata, anche gli attuali attaccanti della Salernitana sono finiti nel mirino dei tifosi: “Djuric non è mai stato un bomber: preso per far segnare gli altri e far respirare la squadra. Mi sorprende Jallow che aveva cominciato bene ed è un fulmine. Forse dipende pure dai continui cambiamenti della coppia d’attacco. Le difficoltà del primo anno sono da mettere in preventivo. Impiegai dieci partite per sbloccarmi, poi arrivò la doppietta di Lanciano e tutto il resto. Donnarumma talvolta è stato criticato ma s’è lasciato bene con Salerno e non voleva andare via, magari si aspettava di essere tenuto più in considerazione. Solida e fisica, la Salernitana sarà tra le candidate ai playoff, se troverà una identità di gioco precisa. Ogni tanto mi arrivano messaggi dei tifosi e pure qualche telefonata di vecchi amici ma il presente è Benevento, dove ci sono un allenatore che mi stima e un obiettivo da raggiungere. Nell’anno del centenario granata, auguro la promozione diretta al Benevento e la serie A attraverso i playoff alla Salernitana. Rivali nei playoff no, sarebbe bruttissimo”.

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