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Disastri arbitrali in serie, Lega ora acceleri: VAR in B non più procrastinabile

La giornata ancora in corso passerà in archivio come una delle più sfortunate sul fronte arbitrale. Numerosi gli errori marchiani che hanno condizionato l’andamento ed il risultato di diverse partite. L’incredibile penalty non concesso al Livorno contro il Cittadella (che recrimina per l’allontanamento i Finotto), l’assurda espulsione di Falzerano del Venezia col Brescia per fallo di inciampamento. Ma anche il generoso rosso a Falasco del Perugia che ha spianato la strada alla vittoria del Benevento. Errori che certificano ancora una volta, semmai ce ne fosse ulteriormente bisogno, un dato: l’introduzione della VAR in B ormai non è più procrastinabile.

Sarà compito della Lega guidata da Mauro Balata perseguire sulla strada della tecnologia, magari con la stessa tenacia con cui s’è battuta per la riduzione del format del torneo. Ne va dello spettacolo e della regolarità del torneo, senza tralasciare l’aspetto economico legato agli interessi dei rispettivi club. La promozione in A vale dai 22 ai 30 milioni di euro di soli diritti televisivi, senza considerare i maggiori introiti dal botteghino e dagli sponsor. Alla stessa stregua, l’eventuale retrocessione in C spesso si rivela drammatica per i club, costretti a far fronte ad un deciso taglio degli incassi a fronte di spese che restano invece elevatissime.

Anche la UEFA, sempre reticente sul piano dell’innovazione, ormai s’è ammorbidita autorizzando il VAR già dalla fase finale della Champions League in corso. “Questione di tempo, arriverà anche in B”, disse qualche tempo fa il co-patron granata e vicepresidente di Lega Marco Mezzaroma. Ma di fronte a sviste così evidenti, frutto di una classe arbitrale evidentemente ancora non pronta, si rende necessaria un’accelerata netta.

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