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Diritti tv Serie A 2021/22, a Dazn si aggiunge Sky: la possibile fetta per la Salernitana

L’anno prossimo le partite della Salernitana saranno visibili tutte su Dazn e – parzialmente – anche su Sky. Ieri la Lega Serie A infatti ha comunicato l’assegnazione del pacchetto televisivo 2, quello che assegna in co-esclusiva anche all’emittente satellitare la trasmissione di tre gare per ogni turno di campionato, nel dettaglio una il sabato sera, il lunch match della domenica alle 12:30 e il posticipo del monday night. L’ok della massima lega professionistica è arrivato dopo che Sky ha rinunciato al ricorso contro l’assegnazione dei pacchetti 1 e 3 a Dazn.

Sul piatto ora ci sono anche gli 87,5 milioni stagionali di Sky che vanno ad aggiungersi agli 840 milioni offerti da Dazn per trasmettere tutte le dieci partite a giornata (7 in esclusiva e 3 in co-esclusiva). In totale, sono in arrivo nelle casse della Serie A nel 927,5 milioni a stagione. Qualcosa in meno rispetto ai 973 del triennio 2018/21, anche se va ricordato come non ci siano più le commissioni da corrispondere a Infront (165 mln circa). Dunque, una cifra soddisfacente anche il relazione al periodo poco roseo, a causa della pandemia. Inoltre, a questi soldi certi andranno aggiunti anche i ricavi dalla vendita dei diritti tv della Coppa Italia e quelli di trasmissione internazionale. Insomma, un bel gruzzoletto, una torta importante. Alla Salernitana andrà una fetta decisamente grande, molto più di quella percepita nelle scorse stagioni in cadetteria.

Come riportato ieri dal quotidiano Il Mattino, infatti, tolte tasse, contributo Agcom e la arcinota quota da destinare alla mutualità per le categorie inferiori e il movimento di base, oltre al fondo paracadute per le retrocesse, al club granata dovrebbe spettare una base vicina ai 20 mln che sarà poi incrementata. I ricavi dai diritti televisivi, infatti vengono ripartiti nel seguente modo: il 50% del totale è suddiviso in parti uguali tra le 20 squadre partecipanti al campionato, mentre l’altra metà del totale segue parametri che considerano merito sportivo per il 28% (classifica e punti conseguiti nell’ultimo campionato, posizionamenti negli ultimi cinque e risultati ottenuti a livello nazionale dalla stagione 1946/47), bacino d’utenza per il 17% (spettatori paganti nelle gare casalinghe degli ultimi tre campionati e audience televisiva certificata), e utilizzo in campo dei giovani Under 23 (5%) che devono essere però tesserati da almeno 36 mesi per la società in questione.

L’ultima edizione del ReportCalcio Figc 2020 analizza i dati medi registrati nelle cinque stagioni dal 2014/15 al 2018/19. Ebbene, stando a tali statistiche, il salto dalla B alla A porta mediamente un risultato netto finale di +2,5 mln sui bilanci delle neopromosse. L’aumento è addirittura di 21,7 mln alla voce diritti tv, mentre i ricavi da botteghino aumentano di circa 2 mln e il valore della produzione di ben 23,2 milioni. Cresce anche l’Ebitda, indicatore della redditività (+5,4). Va però precisato come, all’aumento delle entrate, corrisponda anche una sensibile crescita pure delle uscite: sempre secondo i dati della Federazione, per le neopromosse il costo del lavoro sale di ben 9,5 milioni in media, mentre quello della produzione di 17,6. Insomma, il giro d’affari della Salernitana si prepara ad aumentare vorticosamente…

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