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Di Vaio e quel legame mai spezzato: torna per la prima volta da ex all’Arechi

Il trascinatore del passato che affronterà quello del presente, anche se in vesti diverse. Oggi Marco Di Vaio tornerà per la prima volta da ex a Salerno quasi 23 anni dopo la sua ultima apparizione in granata. Il Bologna – di cui è club manager dal 2015 – se la vedrà con Ribéry e la sua banda rivitalizzata. Franck rilancia (“Mantenere la Salernitana in massima serie sarebbe come vincere un trofeo per me”) e nonostante la pioggia battente ci sono tutti i presupposti per assistere a una partita vera. L’ex numero 11 granata ha preferito non parlare nel prepartita, per concentrarsi sul campo e non scontentare nessuno dei tanti giornalisti che gli ha chiesto una frase, un commento sulla gara odierna. Qui, invece, le sue impressioni sul passato in una recente intervista rilasciata alla nostra redazione.

Se il meteo gli permetterà un salto sul terreno di gioco, l’Arechi riserverà applausi nel prepartita per l’ex bomber, capace di segnare 33 gol in 71 gare, portando per mano il cavalluccio alla promozione in A con Delio Rossi. Non riuscì nell’impresa di non retrocedere: era il 16 maggio ’99, abbandonò Salernitana-Vicenza dopo 15’ per infortunio. Sono i suoi ultimi ricordi in via Allende. “Purtroppo non sono mai più tornato da avversario. Un rammarico è stato anche non tornare a vestire il granata, non c’è mai stata l’opportunità”, ha detto Di Vaio in una recente intervista. A maggio su Instagram si congratulò con i granata di Castori per il salto di categoria (“Una città e uno stadio che non dimenticherò mai perché a Salerno ho vissuto due anni pieni di emozioni e grande passione! Bentornata in Serie A”) e stavolta dovrà rappresentare un ostacolo alla rincorsa salvezza dell’ippocampo. Proprio lì dove, da giocatore, siglò una tripletta allo stesso Bologna nel roboante 4-0 dell’ultima annata in massima serie. “E chi se la scorda. Ma il gol più importante fu contro la Juventus, perché vincere davanti a 40mila persone fu una sensazione indescrivibile”, ha ricordato. Aveva 23 anni quando l’ex presidente Aliberti lo cedette al Parma per la cifra record di 18 miliardi di vecchie lire: nella storia del club campano, da questo punto di vista, è secondo solo a Gattuso (19 mld) e – più recentemente, convertitore alla mano – ad Akpa Akpro (12 mln di euro in totale).

Recentemente ha conquistato il simbolico titolo di bomber più amato degli ultimi 60 anni dai tifosi della Salernitana nella raccolta delle figurine Panini, attraverso un concorso social (clicca qui per leggere). “Appena sono arrivato a Salerno e ho messo piede all’Arechi ho sentito un’energia particolare. In quel momento ho capito che era il posto giusto”, il frammento dei ricordi di Di Vaio, preso all’epoca dopo due annate tutt’altro che memorabili tra Verona e Bari. Chissà se la scintilla – fatte le debite proporzioni – è stata la stessa per Ribéry, Verdi, Perotti e… gli altri. Di Vaio e FR7 hanno pure giocato contro una volta, in un Monaco-Olympique Marsiglia. Vinsero i biancorossi. Stavolta le vesti sono diverse e soltanto uno potrà incidere per davvero sul campo.

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