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Curiosità: in 6 sono subentrati a Salerno prima di Di Bari dopo un inizio stagione altrove

Vito Di Bari è “affamato”, per sua stessa ammissione. Un solo weekend di pausa tra una panchina e l’altra, tra un’avventura vecchia – dove ha costruito una promozione in D e una qualificazione ai playoff fino ad arrivare ai quarti, per poi finire il ciclo quest’anno alla decima giornata – e una nuova con la sciarpa granata al collo.

Dalla manita subita a Cava de’ Tirreni il 18 ottobre dal suo Casarano, alla partita casalinga contro il Savoia che oggi segna il suo esordio sulla panchina granata. Pochi giorni, un paio di settimane, eppure sembra passata un’eternità. Ma l’esonero è figlio di tanti fattori, in generale, nella carriera di un allenatore: se ogni esonero significasse bocciatura delle capacità da allenatore, allora nessuno di quelli che vengono sollevati dall’incarico dovrebbero più riprendere ad allenare. Ovviamente non è così, esempio lampante è Giuseppe Raffaele che si è presentato ad Altamura, per esempio, con 3 vittorie e un pareggio nelle sue prime 4 partite. Tutto è relativo, Salerno lo sa bene in un senso e nell’altro. Ecco perché Di Bari chiede di non essere giudicato in due giorni, impossibile dargli torto, anche se l’esame di oggi è da superare a pieni voti. Non tanto per lui, quanto per una squadra che non è esente da responsabilità per questo avvio di stagione stentato e soprattutto per la prestazione indecorosa fornita a Picerno, senza scusanti.

Intanto, la storia dice che non è la prima volta nella storia granata che un allenatore subentra dopo aver guidato un’altra squadra nella stessa annata, come sottolinea il sito ufficiale della Salernitana nelle curiosità della cartella stampa della vigilia della partita. Geza Kertesz nel 1931 si riaccomodò in panchina a marzo, dopo un mese alla Catanzarese, lui che aveva cominciato la stagione proprio sulla panchina della Salernitana: le statistiche dicono che la stagione fu chiusa al primo posto, con finale promozione persa contro il Cagliari. Il curioso caso capitò allo stesso tecnico ungherese anche nel 1940: poche settimane dopo aver lasciato la Lazio, nella stessa stagione fu richiamato dalla dirigenza della Salernitana. Precedenti anche con Enrico Carpitelli (nel 1952/53 dopo aver iniziato a Livorno), Ninì Varglien (nel 1957/58 appena dopo essere stato esonerato al Vicenza), Silvio Di Gennaro (nel 1960/61, aveva iniziato al Marsala), Gyula Zsellenger (nel 1961/62 dopo aver iniziato a Cosenza) e Ulisse Giunchi (nel 1962/63, aveva iniziato a Lecce).

Mister Di Bari, inoltre, è motivato da una personale voglia di assaporare i tre punti per la prima volta all’Arechi. Quando era calciatore, ci ha giocato due volte da avversario, perdendo quand’era difensore di San Marino (1.-0 nel 2006/07) e Taranto (3-2 nel 2007/08) in Serie C1. È uscito sconfitto anche da allenatore del Casarano nello scorso campionato (3-0).

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