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Crudo Di Napoli: “Se ti lamenti delle critiche non giochi a Salerno. Palla scotta quando l’Arechi fischia”

“In questo sport così funziona, bisogna avere gli attributi”, Arturo Di Napoli ha commentato in questo modo le critiche ricevute dai calciatori granata dai tifosi nel corso dell’ultima sfida contro il Trapani. L’eroe della penultima promozione in Serie B durante la stagione 2007-2008 con il titolo di capocannoniere del Girone B grazie alle 21 reti realizzate nel corso del campionato ha parlato ai nostri microfoni della carenza di reti nell’attacco della squadra di Giuseppe Raffaele: “E’ chiaro che Inglese è un giocatore che in carriera ha sempre fatto reti. Il problema è che non bisogna avere solo il gol di Inglese, ma di tutti. La Serie C è difficile da vincere, non sempre chi vince ha un bel gioco, fai veramente fatica ad esprimerlo. A Salerno c’eravamo io e Ferraro, un ragazzo che dava tutto in campo, insieme ad una difesa di ferro. A centrocampo facevamo fatica, ma Fusco aveva fatto anche la Serie A ed era un giocatore importante che giocava con la spinta di essere in casa”.

L’ex bomber dei granata ha rilasciato alcune dichiarazioni anche sulle difficoltà della terza serie: “Non si può giocare sempre di fioretto in Serie C, soprattutto contro Catania, Salernitana e Benevento. Chiaro che da gusto fare risultato contro di loro. Adesso in testa c’è il Catania, una piazza importante che da alcuni anni tenta di salire in cadetteria facendo fatica come il Benevento. Anche l’Avellino ci ha messo alcuni anni per tornare in B. Non bisogna far scappare i siciliani e bisogna restare aggrappati al primo posto, il girone di ritorno è un altro campionato con i punti che iniziano a pesare. Un conto sono i punti per salvarsi, un altro è fare punti per vincere. La Serie C è un campionato dove bisogna essere strutturati prendendo giocatori di categoria. Se vuoi vincere in C, devi prendere un giocatore fuori dalla categoria. Il Catania e il Benevento faranno sicuramente qualcosa, non bisogna prendere distacco. Ci sono anche i playoff, ma subentrano altre idee e principi con squadre che potrebbero vivere da mine vaganti. I playoff sono sempre una lotteria. Se contro il Benevento perdi in quel modo e così anche contro il Catania, bisogna prendere qualcuno che abbia vinto un campionato di C e che sappia reggere la pressione insieme a persone giovani e di talento. Oggi non mi sembra che la Salernitana sia una corrazzata, può vincere il campionato e può non vincerlo. Faggiano si trova in eredità una situazione particolare “.

Di Napoli ha commentato la situazione in casa granata dopo l’ultima uscita casalinga: “Salerno ti fa sentire giocatore vero, ma devi essere in grado di sopportare della pressione. Se vuoi giocare all’Arechi e sentirti giocatore vero, quando le cose non vanno bene bisogna solamente rispondere dimostrando di dare tutto sul campo raggiungendo i risultati. L’obiettivo è vincere il campionato, conta solamente quello e non bisogna fare altri discorsi. Inglese è un giocatore navigato, prende la scena quando le cose vanno bene ed è il primo ad essere accusato quando le cose vanno male. I giocatori cosa si aspettano da dei tifosi che vengono da due retrocessioni, oggi la classifica non sorride, che cosa bisogna chiedere ai tifosi granata che riempiono ogni volta l’Arechi. Se uno si lamenta per delle critiche, va a giocare all’Albinoleffe, con tutto il rispetto per una grande società. A Catania, Benevento e Salerno, in squadre che hanno come obiettivo la Serie B è normale avere pressione. Senza la giusta sintonia si fa fatica. La palla scotta quando l’Arechi fischia, non è semplice giocare in uno stadio del genere. Chi viene a giocare a Salerno è conscio che questa è una tifoseria spettacolare che ti osanna quando vinci e ti critica in maniera anche eccessiva quando perdi, ma vengono da due retrocessioni difficili da dimenticare.”.

Re Artù non ha parlato solamente di campo, ma ha anche elogiato la società granata: “La società a Salerno è solida, sta facendo quello che deve fare in termini di pagamenti e altro. Oggi questo è un grandissimo vantaggio che ha la Salernitana. Bisogna avere, però, anche fortuna facendo venire persone che sappiano cosa è Salerno conoscendo la sua storia, che si facciano forti davanti alle critiche. Iervolino non l’ho conosciuto bene, non ci ho mai avuto modo di parlare come ho fatto invece con Milan. Loro hanno sbagliato, ma ci mettono il cuore e l’anima”.

Riguardo la sua esperienza in Campania e sul calciomercato: “A Salerno se non avessi vinto il campionato sarei dovuto scappare di notte, ma ho vinto e mi hanno dato la corona. Secondo me a gennaio ci sarà da lavorare sul piano del calciomercato per vincere il campionato. Fabiani prese me perché mi ha pagato, ma abbiamo vinto il campionato”.

Di Napoli ha difeso la tifoseria della Salernitana giustificando le aspre critiche, ma invitando ad una riappacificazione: “Purtroppo i tifosi arrivano da due retrocessioni che hanno fatto spendere molto a Danilo Iervolino. Arrivando ad un certo punto, evidentemente quello che gli avevano promesso non si è avverato. Se ci fosse stato qualcuno vicino a consigliare come parlare e cosa dire sarebbe andato tutto bene. I salernitani non sono stupidi, se prometti la luna e non la dai, il problema è quello. Oggi ti ritrovi a combattere per uscire fuori dalla categoria. Chiaro che oggi come consiglio posso dire di dimenticare le retrocessioni, lo dico ai tifosi che sono quelli che soffrono di più visto che poi il resto se ne va. I tifosi crescono, da bambini diventano uomini sempre in curva, la verità è questa. Adesso è importante ripartire, bisogna lasciare alle spalle due anni che fanno male perché sennò non ne vengono più fuori”.

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