Sono passati più di undici anni da quando Serse Cosmi fu chiamato al capezzale di un Trapani in difficoltà in Serie B, a +3 sulla quartultima, con una proprietà e una società diverse da quella attuale chiaramente, nel tentativo di condurre la squadra a una tranquilla salvezza. L’allenatore umbro arrivò sostituendo Boscaglia, che era diventato un totem da quelle parti, raggiunse l’obiettivo salvezza e fu capace, insieme a Daniele Faggiano, di arrivare a tanto così dal miracolo promozione in Serie A, con la sconfitta in finale playoff nel campionato successivo. La sua avventura siciliana si chiuse con un mesto esonero l’anno successivo, ma Trapani e i trapanesi accoglieranno domani sicuramente Cosmi e Faggiano, che aveva portato il Trapani in B, con applausi. Il direttore sportivo sarà costretto a sedersi in tribuna per squalifica.
L’anno di grazia di Cosmi a Trapani è il 2016-2017, quando fu capace di inanellare addirittura 8 vittorie consecutive tra la 31^ giornata e la 38^giornata, incastrate in una serie più lunga di ben 16 partite senza perdere, che portarono la squadra dalla 10^ posizione alla 4^. Eliminato lo Spezia in semifinale, in finale fu il Pescara di Oddo a spuntarla nel doppio confronto, vincendo 2-0 all’Adriatico e strappando l’1-1 al Provinciale. Le lacrime di Cosmi, abbracciato e consolato proprio da Oddo che era stato suo giocatore negli anni precedenti, fecero il giro d’Italia. “Trapani è una sfida, non un’avventura”, aveva detto al suo arrivo in Sicilia, parole molto simili a quelle pronunciate nella sua prima conferenza a Salerno, mostrando grande voglia di far vedere di non essere un tecnico finito. Giovedì ha parlato di “sogno ancora possibile”, riferendosi ai playoff e alla possibile promozione in B, ma tutto passa da un finale in crescendo, possibilmente con 9 punti nelle ultime 3 partite, e un playoff da condurre senza più distrazioni.
Anche a Trapani l’allenatore ex Perugia parlava di “normalità che nel calcio è un fattore quasi inesistente, smarrito. Se riesci a trovarla devi tenertela stretta”. A Salerno ha detto che “vincere deve diventare una cosa normale” più volte, ma evidentemente ancora non lo è per il gruppo che allena. Domani cerca risposte dai suoi uomini soprattutto più esperti. Ha parlato giovedì di Faggiano, di Pagano, dicendo di “avere tutto ciò che desidero senza pensare alle voci di un possibile cambio ai vertici della società”. Dichiarazioni che trovano similitudini scoprendo una vecchia intervista a TMW, rilasciata dopo il miracolo promozione sfiorato: “A Trapani ho avuto la fortuna di conoscere un presidente straordinario capace di guardare prima all’uomo e poi all’allenatore. Il direttore sportivo Faggiano è una persone che si rapporta in modo semplice e immediato, i calciatori recitano il loro ruolo in maniera assolutamente professionale. E poi c’è una città meravigliosa, piena di persone vere. Nel calcio individuano un’espressione della loro vita e io ho trovato quel che ogni allenatore vorrebbe. A volte ha lo stereotipo del sud, del campo difficile. Invece al ‘Provinciale’ non ci sono barriere e l’ospitalità è straordinaria. I nostri sostenitori hanno avuto l’intelligenza di comprendere sin da subito la singolarità del torneo appena terminato. Abbiamo alzato l’asticella dimostrando di poter arrivare a un gol dalla Serie A pur partendo col ventunesimo budget della cadetteria”.
Ora, a Cosmi è rimasto un sogno appeso in granata, il colore è lo stesso e il destino intreccia domani la sfida alla sua ex squadra: una vittoria può dare energia per coltivare ancora questo sogno, con gli stessi colori…