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Coronavirus, porte chiuse e controsensi. Martedì stop al calcio? Aic e Spadafora: “Fermiamoci”

pallone

Il calcio è pronto a fermarsi, questo weekend potrebbe essere l’ultimo prima di una (lunga?) pausa dovuta al proliferare del Coronavirus nel nostro Paese che costringe il Governo ad assumere provvedimenti molto restrittivi per arginare l’epidemia. Insomma, se ad oggi la disputa di Salernitana-Pisa è prevista a porte chiuse, nella giornata di martedì – in cui si riunirà il Consiglio Federale a Roma nella sede della Figc a cui parteciperà anche Claudio Lotito – potrebbe sempre più concretizzarsi l’ipotesi dell’annullamento della partita (come tutte le altre del prossimo turno), figlia del più grande orientamento di stoppare i campionati di calcio. È quanto emerge dalla volontà dei calciatori, usciti allo scoperto tramite l’AIC, ma anche dalle dichiarazioni del ministro dello sport, Spadafora.

“L’invito che facciamo a tutti è di cercare di evitare ciò che si può evitare. Gli scienziati dicono di diminuire le possibilità di contatto tra le persone. Se poi dovremo prenderci noi le responsabilità perché non lo fanno Lega e Figc, vorrà dire che faremo nelle prossime ore anche questo. Aspettiamo martedì, confido molto nell’equilibrio del presidente Gravina. Nessuno nel calcio si assume responsabilità perché ci sono degli interessi. – il duro affondo di Spadafora a 90′ Minuto – Il mondo del calcio, in particolare della Serie A, si sente immune dal contagio, come se dovesse andare avanti a ogni costo. So benissimo che la partita è una grande occasione per i tifosi, però la situazione qui evolve ora dopo ora. Sono stato oggetto di messaggi violenti e di insulti, ma a me quello che interessa è la salute pubblica. Aspettiamo che anche in Serie A ci siano i primi casi di contagio? Cosa deve succedere ancora nel Paese? Ho cercato di mettere intorno a un tavolo virtuale le parti in causa per la trasmissione delle partite in chiaro. Fatti salvi i diritti di Sky, avevamo chiesto di dare la possibilità agli altri soggetti di trasmettere almeno le differite in chiaro, così la gente non si sarebbe assembrata nei locali. Davanti a questa richiesta, l’a.d. di Sky e il presidente della Lega Serie A finivano il loro discorso sempre così: cosa ci perdiamo e cosa ci guadagniamo? Si è parlato solo di soldi. Come se questo mondo vivesse fuori dalla realtà. Bisognava trovare un accordo unanime tra tutti. A questo punto metterò mano alla Legge Melandri. Il mondo del calcio si è chiuso a riccio, non pensa al Paese”.

Parole molto dure, che fanno il paio con la nota dell’Assocalciatori: “I campionati vanno fermati. Il segnale che le istituzioni sportive danno è pessimo. È pericoloso viaggiare da e per le zone rosse, è pericoloso giocare a calcio, è pericoloso salutarsi. Le squadre oggi stanno purtroppo scendendo in campo per dovere nei confronti di chi non ha il coraggio di decidere che il calcio non può avere deroghe contro il coronavirus. Martedì ci sarà il consiglio federale, ci aspettiamo una cosa sola, la sospensione dei campionati fino a quando non ci saranno le condizioni per giocare“.

Effettivamente, mentre la situazione si fa delicata, finora il mondo del calcio ha risposto con porte chiuse e controsensi, come quello di eliminare dal cerimoniale prepartita le strette di mano, con alcune squadra (vedi il Perugia ieri, nda) che sono scese sul terreno di gioco addirittura con le mascherine sui volti durante il sopralluogo prepartita. Tuttavia, se quando si fa gol ci si abbraccia e si dà il cinque al compagno o se in area di rigore ci sono delle marcature strette – la normalità – non si limita certo il rischio per gli atleti. “Spero che Gravina prenda posizioni utili a tutela della salute degli italiani, poi riprenderemo anche il calcio. Io mi auguro che martedì venga decretato lo stop. L’autonomia dello sport io la rispetto, ma ora siamo a un livello superiore dove gioia e interessi economici devono misurarsi con l’emergenza, che speriamo si concluda il prima possibile. Il calcio dia il suo segnale per un tempo limitato”, ha aggiunto ancora Spadafora. Il calcio professionistico – dopo quello dilettantistico che si è già fermato – potrebbe chiudere bottega per il prossimo mese, un evento senza precedenti.

 

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