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Col Crotone minimo stagionale all’Arechi, cori contro Lotito e Fabiani. Jallow zittisce i distinti

All’Arechi è minimo stagionale per la Salernitana che batte in extremis il Crotone. Contestate società e squadra anche dopo il 3-2 di Gondo nel recupero (“Andate a lavorare” urlato ai calciatori) ed eloquente lo striscione esposto nel finale di partita: “Indegni rappresentanti della nostra maglia” nella parte inferiore e “niente applausi” nella parte superiore. Fischi per tutti, soprattutto per Jallow che già durante la gara aveva zittito i tifosi dei distinti. A fine partita, senza controllo, ha reagito ai fischi provocatoriamente, incitando quasi la torcida a continuare. A malapena Bianchi e il fisioterapista Magliano hanno provato a trattenerlo, anche un fumogeno è stato lanciato al suo indirizzo. Poi è stato a forza trascinato negli spogliatoi. Un episodio da censurare, il gambiano andrà incontro a una severa punizione.

Infranto il record minimo stagionale precedentemente stabilito nel corso di Salernitana-Entella (5482 spettatori lo scorso 2 novembre). Ad assistere al match con i rossoblu sono in 5019: 82 gli spettatori provenienti dalla Calabria, al netto della quota abbonati (2647) sono 2372 gli spettatori paganti.

Al fischio d’inizio sin da subito cori contro Claudio Lotito, assente nella serata dicembrina. “Forse chissà, canta con noi che Lotito se ne va” intonano gli ultras dalla Sud Siberiano. A differenza dell’altro co-patron, Marco Mezzaroma, arrivato con largo anticipo (come evidenziato dalla foto in basso) al Principe degli Stadi. Dopo pochi minuti viene esposto questo settore nel settore più caldo dell’Arechi: É finita la pazienza per colpa della vostra strafottenza. Niente alibi e giustificazioni siete solo dei buffoni”. Non è altro che la prosecuzione di quello esposto in città martedì scorso (qui l’articolo approfondito).

Dopo lo 0-1 di Golemic, realizzato al minuto quattordici, la Curva ha indirizzato cori pesanti contro i calciatori, rei di essere dei “mercenari pezzi di m****”.  Continua la contestazione con vari cori nei confronti di Lotito e Fabiani “nè presidenti, ne giocatori noi onoriamo i nostri colori” intervallati da altri “per la maglia”.

All’intervallo lo stadio rivolge fischi nei confronti della squadra, accompagnati da vari “Mercenari pezzi di merda”  La ripresa si apre con il coro sugli spalti “Liberate la Salernitana” mentre poco dopo viene esposto uno striscione in ricordo di Mariapia Di Stasio, ventiquattrenne di Auletta che ha perso la vita la scorsa settimana in un incidente stradale:  “Ciao Maria Pia, riposa in pace”. Seguono gli applausi di tutto lo stadio.

La Salernitana non riesce a trovare la chiave del match: “Siete voi, siete voi, la rovina di Salerno siete voi”. Anche con il pareggio, i cori contro i giocatori non si arrestano “mercenari”. Nell’occasione del pari, l’autore del momentaneo 1-1, Lamin Jallow, zittisce i distinti: da quel momento in poi un gruppo di tifosi lo segue chiedendo la sostituzione. Nel finale, tutto quanto già descritto in apertura. Il Cavalluccio marino ribalta il match ma i cori proseguono e il disappunto riscoppia al pari calabrese, con la Curva Sud a invocare il disimpegno della proprietà. Due punti nelle ultime cinque partite e un ambiente elettrico in casa granata, è notte fonda.

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