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Clessidra scorre, la partita è tra caparra e tempistiche di saldo. Il 16 tutti da Gravina

ingresso figc

Saranno due giorni di attesa, passione e soprattutto sofferenza nei quali, salvo sorprese, trapelerà probabilmente meno di zero. Nelle offerte – o nell’offerta che più piace ai curatori della cessione del club – mancherebbe ancora qualcosa per poterle considerare davvero e inoppugnabilmente vincolanti, irrevocabili. Sembrerebbe essere un problema di garanzie economiche, al momento, stando a quanto si legge sull’odierna edizione de Il Mattino.

Tutto il 16 dicembre

Come già accennato ieri, il ventilato incontro di aggiornamento tecnico (il secondo, dopo quello della precedente settimana) tra i trustee con i loro collaboratori legali e gli emissari della Federazione non si è più tenuto: discorsi rinviati tutti al 16 dicembre, all’indomani della deadline che Susanna Isgrò e Paolo Bertoli si sono autoassegnati per la definitiva scelta dell’offerta “vincitrice” di questa lunghissima corsa ad ostacoli. Che ne presenta ancora qualcuno, mentre si avvicina inesorabilmente la data del 31 dicembre. All’incontro di giovedì dovrebbe presenziare anche Gabriele Gravina, a differenza dell’ultima volta. Segno che sarà un vis à vis molto importante, per certi versi risolutivo: occorrerà capire come andare avanti nella cessione, in caso di fumata bianca, oppure come evitare che la Salernitana venga esclusa dal campionato, eventualità che il sistema calcio (sebbene ci sia scritto proprio questo negli atti in caso di mancata vendita) non può assolutamente permettersi per svariati motivi.

La caparra e le tempistiche

I trustee si stanno prendendo tutto il tempo possibile rispetto alla data del 15 dicembre, quella entro la quale si sono “riservati di assumere le relative determinazioni” (nota del 9 dicembre). Vi fosse stata un’offerta chiusa, limpida, precisa, completa in tutto e per tutto e palesemente più “vantaggiosa” delle altre (in termini di cifre, modalità e tempistiche di pagamento, serietà degli investitori, progettualità aziendale con impegni a investire e quant’altro), viene difficile pensare che i curatori avrebbero comunque atteso fino all’ultimo giorno. A che pro? Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Mattino, il problema risiederebbe nel fatto che una proposta d’acquisto migliore delle altre ci sarebbe, ma non ancora confermata dal versamento del “5% del prezzo offerto a titolo di acconto cauzionale, che verrà restituito se l’offerta non venisse accettata o decadessero i tempi” che nel comunicato del 5 ottobre scorso era stato indicato dai rappresentanti di Melior Trust e Widar Trust come condizione necessaria. Del resto, versare qualche milioncino a garanzia rende difficile un improvviso dietrofront. Le cifra, infatti, viene restituita se sono i trustee a rifiutare l’offerta, preferendone un’altra, non se è l’offerente ovviamente a tirarsi indietro; sempre spulciando la nota del 5 ottobre, balza all’occhio un punto: Qualora venisse accettata un’offerta, il trasferimento formale delle partecipazioni e contestuale saldo del prezzo dovrà avvenire entro i dieci giorni successivi e comunque entro il 31 dicembre 2021”. Potrebbe risiedere proprio qui un ulteriore problema. Difficile immaginare una movimentazione cospicua – decine di milioni – in dieci giorni. Certo, chi vuol comprare una società di Serie A sa benissimo di doverlo fare da tempo e ha certamente gli approvvigionamenti finanziari del caso. Ma la sensazione è che la partita si stia giocando proprio sulle tempistiche del saldo. Della serie, se non si sblocca un ammorbidimento in tal senso, con una dilazione anche non eccessiva, chi vuol comprare non corre il rischio di perdere qualche milioncino di caparra. Altra cosa già ribadita in apertura di articolo: senza caparra e garanzie, le offerte non possono essere considerate irrevocabili.

Le prospettive

Entro domani a mezzanotte tutto può succedere e la speranza è che la situazione possa finalmente sbloccarsi, con l’arrivo delle dovute garanzie per poter considerare pienamente irrevocabile l’offerta di acquisto della Salernitana. Solo con in mano questo sigillo Isgrò e Bertoli potranno presentarsi serenamente in Figc tra due giorni e comunicare il nominativo del soggetto acquirente, l’autore della migliore tra le tre offerte pervenute. Se così fosse, ci sarebbe subito il via libera all’approvazione del bilancio (bisogna farlo entro il 27 dicembre ma per poter chiudere serve una garanzia di prosecuzione dell’attività richiesta dai revisori contabili, per i quali – ad oggi – la Salernitana rischia di chiudere il 31 dicembre) e solo dopo questo ulteriore passaggio sarà poi effettivamente possibile chiudere il contratto di compravendita e andare dal notaio. Basterebbe, ad ogni modo, la sola offerta irrevocabile accettata (con relative prove di irrevocabilità) per poter poi accedere alla proroga di 45 giorni prevista dal trust per l’espletamento di formalità burocratiche ed eventuali ulteriori saldi finanziari. Che allo stato attuale, però sarebbero previsti entro i famosi dieci giorni. Anche con un mese e mezzo in più, peraltro, cambierebbe poco, vista l’ingente movimentazione di capitale.

La scialuppa di salvataggio

Nella malaugurata ipotesi che il 16 dicembre i trustee siano costretti a recarsi in via Allegri senza un’offerta accettabile, il percorso si complicherebbe. Nessuno può permettersi il lusso di chiudere il campionato di Serie A con sole 19 squadre e un’esclusione della Salernitana sarebbe assolutamente da evitare anche per la Figc in primis, che ha messo in tempi non sospetti la “punizione” proprio in questi termini. Ecco perché giovedì ci sarà anche Gravina, molto probabilmente, all’incontro con Isgrò e Bertoli. La speranza di tutti e non dover pensare a una cosa del genere, ma in caso di mancata vendita dovrebbe scattare una procedura eccezionale d’emergenza – sempre come rivela Il Mattino – che il consiglio federale dovrà stabilire e votare nella sua prossima riunione, guarda caso in tempo utile prima della fine dell’anno solare: il 21 dicembre ci sarà la prossima riunione, a cui presenzierà anche Claudio Lotito, che è stato riabilitato. Non ci sarebbe affatto da meravigliarsi se, messi tutti alle strette, si decidesse per un’estensione del trust fino al termine della stagione sportiva. Sarebbe, una sconfitta un po’ per tutti, ma con uno scarto certamente minore rispetto alla prospettiva di perdere faccia e soprattutto fior di quattrini senza una squadra in A da gennaio.

 

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