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Cessione, rush finale: le offerte da martedì, gli esiti sul filo di lana

Vigilia, Natale e Santo Stefano. Tre giorni di apparente pausa nel discorso cessione, che sono però trascorsi con continui scambi di pec tra gli interessati e i trustee Isgrò e Bertoli, ormai prossimi alla scadenza del mandato e bisognosi di trovare la via d’uscita giusta, leggasi vendita del club, ma pur sempre con dei criteri.

Offerte dal 28-29 dicembre

Domani sarà una giornata importante: c’è l’assemblea dei soci, Melior Trust (foto sede in alto) e Widar Trust, per l’approvazione del bilancio – che potrebbe anche slittare – e soprattutto “riapriranno” studi di professionisti insieme alle banche. Ciò significa che chi è realmente interessato a fare un’offerta seria e senza speculare sulla condizione del club granata avrà la possibilità di muoversi e limare gli ultimi dettagli a cinque giorni dall’ultimo dei tanti gong fatti suonare in questi estenuanti mesi. Insomma, le offerte dovrebbero cominciare a giungere nella pec del trust a partire dal 28-29 dicembre ed è altamente probabile che, arrivati a questo punto, si attenderà direttamente la notte di San Silvestro prima di emettere un verdetto. Se non i primi di gennaio, almeno dal punto di vista delle comunicazioni ufficiali: farà pur sempre fede la pec con data e ora.

I candidati

La cordata coordinata da Domenico Cerruti – che non investe in prima persona ma è braccio operativo – raggrupperà una manciata di imprenditori, tutti meridionali a quanto pare, che avrebbe già raccolto le necessarie garanzie economiche da un istituto di credito romano. Domani il punto post natalizio, poi sarà formulata la proposta ai trustee. Tra le manifestazioni di interesse emergerebbe anche quella di un non meglio precisato gruppo americano e resta quella del gruppo svizzero Implenia, che si occupa di costruzioni, al momento non ancora diventata nulla di più. Essendo quotata in borsa, avrebbe l’obbligo di comunicare in modo trasparente ogni dettaglio della sua attività. Non c’è ancora traccia di comunicazioni ufficiali attinenti la Salernitana. Nei giorni scorsi il notaio Roberto Orlando e l’avvocato Michele Tedesco – persone perbene prima che tifosi – avevano manifestato l’intenzione di presentare un’offerta last second, qualora non ve ne fossero altre: spinti dalla passione, sarebbero disposti a mettere sul piatto diversi risparmi per mantenere l’affiliazione. Si tratterebbe però si una soluzione estrema, dettata dalla passione e poco “ricca” economicamente.

“Lussemburghesi”, addio jolly

Sarebbero molte le manifestazioni di interesse pervenute ai trustee nell’ultima settimana. Il caso Salernitana ha ovviamente fatto rumore soprattutto dopo la mancata proroga. In molti casi, però, ancora una volta si sarebbero avvicinati tanti personaggi senza arte, né parte. Insiste ancora il fondo lussemburghese che, con la società riconducibile al produttore cinematografico Francesco Di Silvio e l’advisor Console & Partners, aveva formulato l’offerta da 40 milioni senza fideiussione giudicata valida: chiara la nota dei trustee, che hanno dichiarato di aver verificato con la banca indicata come emittente e di non aver riscontrato regolarità. L’episodio potrebbe costare il taglio definitivo dal novero dei pretendenti: c’è una denuncia all’autorità giudiziaria da parte di Isgrò e Bertoli.

Ma vendere è un obbligo?

Ovviamente gli outsiders possono spuntare sempre fuori. Attenzione però a un quesito: i trustee sono obbligati a vendere? Non è detto e paradossalmente potrebbero preferire non farlo, se di fronte non trovassero le adeguate garanzie economiche e di affidabilità degli acquirenti a gestire un club di massima serie con le dovute disponibilità. Avrebbero uno scudo in più per il loro mandato, ma contemporaneamente la Salernitana scomparirebbe e questo è assolutamente da evitare. Le istituzioni monitorano la vicenda (De Luca e Gravina si sono incontrati più volte) e non è affatto da escludere che possa esserci un intervento in qualche modo da quelle sfere, diretto o indiretto. Certamente vendere deprezzando notevolmente il bene, potrebbe rappresentare un grosso boomerang per i trustee, che sarebbero esposti ad azioni legali dei disponenti. Paradossalmente, non vendendo a chi offre pochissimo o non presta le dovute garanzie, adempierebbero ai loro compiti (vendita con dei criteri, non a tutti i costi) e a quel punto Lotito e Mezzaroma avrebbero la possibilità di rivalersi sulla Federcalcio in caso di malaugurata scomparsa della Salernitana. Un valore minimo accettabile non è stato reso noto (dovrà chiaramente scendere rispetto agli scorsi mesi). Dopo le feste, parte il countdown: tifosi tesi, quasi sfiniti, alla ricerca di un respiro liberatorio.

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